ALLAN QUATERMAIN di Henry Rider Haggard

ALLAN QUATERMAIN di Henry Rider Haggard

IL GRANDE CACCIATORE BIANCO

Il “grande cacciatore bianco” Allan Quatermain è l’avventuriero per eccellenza. Lontanamente ispirato a Frederick Russell Burnham, definito il Re degli Scout, Quatermain è stato partorito dalla penna di Henry Rider Haggard. La sua prima capatina in Africa fu anche la prima volta sul continente nero per la letteratura inglese che, da allora, ha battuto la pista più volte: Le miniere di Re Salomone (1885). A differenza dei patriottici e colonialisti coevi vittoriani, Allan preferisce stare con un piede nelle colonie e con l’altro nelle capanne dei selvaggi, ma in ogni caso preferisce l’arida e calda Africa alla fredda e piovosa Londra.

Richard Chamberlain è Allan Quatermain
Richard Chamberlain è Allan Quatermain

LA SECONDA VOLTA NON SI DIMENTICA MAI

In Italia inizialmente conosciuta come La città perduta, ha successivamente adottato il titolo inglese ufficiale: Allan Quatermain. La seconda incursione di Quatermain in Africa è stata pubblicata nel 1887, due anni dopo il primo romanzo del ciclo: in ogni caso il testo non specifica mai il reale anno di ambientazione.
Come il precedente, il romanzo è scritto in prima persona da Allan che rievoca le avventure passate. Ne Le miniere di Re Salomone Allan aveva quarantacinque anni, in questo ne ha due di più. Nel primo romanzo suo figlio Harry studia a Londra per diventare dottore, nel secondo ritroviamo Allan (già vedovo due volte) mentre torna dal funerale del figlio nello Yorkshire.

James Earl Jones è Umslopogaas
James Earl Jones è Umslopogaas

INCIPIT

Poco sappiamo della vera vita famigliare di Allan, e il resto delle avventure ci verrà raccontato per larga parte (nei prossimi libri) proprio da suo figlio Harry (come è possibile…?) Per una triste coincidenza, anche il piccolo figlio di Haggard morirà poco tempo dopo la pubblicazione (nel 1891) per colpa del morbillo.

Sappiamo però che nel momento in cui i vecchi amici e compagni d’avventure in Sudafrica sir Henry Curtis e il capitano della Marina britannica John Good (il classico imbranato con il monocolo) vengono a fargli visita sono trascorsi tre anni dall’ultima avventura insieme, quella che li ha visti nel Kukuanaland e al Tempio di Salomone. Insieme a loro Allan decide di tornare in Africa (Centrale) per scovare la misteriosa civiltà dalla pelle bianca che vive in un regno perduto nella vallata circondata dalle montagna.

Sharon Stone è Jesse Huston
Sharon Stone è Jesse Huston

STORIA

A nord di Zanzibar si imbarcano a Lamu e proseguono lungo il monte Kenya. Si imbattono come in passato nell’invecchiato nobile guerriero zulu Umslopogaas con la sua inseparabile ascia Inkaosi-kaas, un tempo capo tribù e oggi caduto in disgrazia. E’ lui che riconosce Quatermain come Macumazahn (il suo appellativo zulu), e così continuerà a chiamarlo: epiteto traducibile in “colui che scruta nella notte“.
Lo zulu accompagna la comitiva sulla strada indicata dal console sino alla stazione missionaria della famiglia MacKenzie. Qui raccolgono informazioni sul loro obiettivo e, dato che si trovano, salvano la piccola Flossie MacKenzie dai ribelli Masai. Arruolano tra le loro file il simpatico e vigliacco cuoco Alphonse (quasi un doppio di Good), con i mustacchi neri alla francese (non viene rivelato il cognome e questo dettaglio avrà una sua importanza nelle postille), quindi proseguono le lotte sul fiume Tana e la discesa verso l’Inferno (Jules Verne insegne) .

Gli avventurieri della città perduta (1985) di Gary Nelson
Gli avventurieri della città perduta (1985) di Gary Nelson

IN GUERRA PER AMORE

Il loro ingresso a Milosis, la Città Accigliata del Paese Giallo, non è delle migliori: aprono il fuoco sugli ippopotami sacri del fiume. I poligami Zu-Vendi (bianchi ma comunque con la pelle più scura come quella degli italiani e degli spagnoli) li scortano lungo la maestosa Scalinata (progettata dal leggendario fondatore della Casa Reale) sino alla collina del Tempio del Sole (paragonato per importanza al Tempio di Salomone).

Fanno la conoscenza del perfido Agon il Sommo Sacerdote e delle due sorelle Regine: Nyleptha detta Regina Bianca e Soraris detta Signora della Notte. Entrambe le pretendenti al trono sono particolarmente attratte da sir Curtis (da loro conosciuto come Signore Incubu), in parte da Good (Bougwan per gli amici di Zululand) e nessuna da Quatermain: chi non si sottomette al loro volere viene gettato nella fornace ardente come succedeva con il dio Moloch in Cabiria. Gelosie e inimicizie faranno scoppiare la tanto temuta guerra civile.

Senza spoilerare troppo, il diario di Quatermain passa di mano in mano, sir Curtis aggiunge la sua opinione e la chiusura del manoscritto è affidata al fratello di quest’ultimo.

Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone
Cabiria (1914) di Giovanni Pastrone

AL CINEMA

Il cosiddetto “mondo perduto” che ha aperto un autentico filone (può definirsi anch’esso d’oro) e ispirato futuri autori pulp (da Burroughs a Howard passando per Salgari e l’accoppiata Spielberg/Lucas con Indiana Jones), ha anche dato la linfa vitale a una decina di film, un paio dei quali del tutto inediti da noi. Se la gran parte adatta Le miniere di re Salomone, e in un caso il Quatermain di Sean Connery prende parte a La leggenda degli uomini straordinari dal fumetto di Alan Moore, solamente uno si ispira direttamente al romanzo Allan Quatermain. Ovverosia Gli avventurieri della città perduta (1986) di Gary Nelson, naturalmente sequel di Allan Quatermain e le miniere di re Salomone (1985) di J. Lee Thompson, quarto adattamento e uscito in occasione del centesimo anniversario.

Tornano dalla precedente pellicola i due protagonisti principali: Richard Chamberlain come Quatermain e Sharon Stone come Jesse Huston (personaggio originale).

Sean Connery è lo straordinario Allan Quatermain
Sean Connery è lo straordinario Allan Quatermain

IL FILM

Niente Curtis e niente Good, qui Quatermain non ha perduto il figlio ma è pronto a salpare verso gli USA per impalmare l’esploratrice Jesse conosciuta nella precedente pellicola. Jesse appariva nel primo film proprio per sostituire Curtis e aggiungere la sottotrama romantica. Pure il motivo del viaggio stavolta è diverso: il nostro Allan fa ritorno in Africa per ritrovare il fratello smarritosi mentre dava la caccia a una sconosciuta città d’oro.

Oltre ai portatori Allan avrà però al suo fianco l’immancabile Umsolopogaas (James Earl Jones, assente nel precedente film come Curtis e Good) e Swarma (Robert Donner). Per il resto il racconto si svolge più o meno fedelmente rispetto al testo di partenza.

Allan e Jesse avranno a che fare con l’Agon di Henry Silva che vuole strappare lo scettro alla legittima erede al trono, e le due regine interpretate da Cassandra Peterson (Sorais) e Aileen Marson (Nyleptha): la prima cattivissima controporte della seconda, ovvero la buona delle due. Con sceneggiatura non ispirata di Gene Quintano, il mix avventuroso e per niente originale è affossato da una pessima regia e da effetti speciali da anteguerra.

Henry Silva è Agon
Henry Silva è Agon

CONCLUSIONI

Il racconto vola d’un fiato, leggermente appesantito nella parte centrale dalla lunghissima descrizione sulla Città Accigliata e sugli usi e costumi degli Zu-Vendi. Come se Haggard non vedesse l’ora di tirar fuori tutta la parte noiosa per infine concentrarsi sull’avventura mozzafiato e sui colpi di scena che costellano la seconda parte del romanzo.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Allan Quatermain di Henry Rider Haggard, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: giovedì 16 maggio 2019.

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