Wildworld S01E03: CANCELLARE LA CITTA’ di Marco Aragno

Wildworld S01E03: CANCELLARE LA CITTA’ di Marco Aragno

MIDSEASON PREMIERE

Dopo la “pausa stagionale” la serie letteraria di Wildworld riprende con la sua opera migliore. Il protagonista di Cancellare la città fa il giornalista e si chiama esattamente come l’autore, Marco Aragno. Non si mette però affatto in una posizione facile o simpatica: Aragno scrive per la destra radicale (per la “La Vostra Parte“) e per di più una delle sue fake news, relativa all’attribuzione dell’omicidio di una donna (Amanda Fiorino) ad alcuni zingari del quartiere, scatena un putiferio. Come conseguenza, viene brutalmente assassinato un bambino rom nel quartiere di Casacelle.

A redarguire Aragno, fra un borbottio e un mormorio, ci pensa il maresciallo Rispo con il quale il giornalista ha instaurato un rapporto padre-figlio classico delle detective stories (si vedano l’ispettore Bloch e Dylan Dog). C’è poi un altro padre putativo, quel Mohammed sia politico sia direttore del giornale: immigrato che invoca le ruspe contro altri immigrati, lui è più vicino a Xabaras, e lo accomuna all’altro genitore (il graduato) un leggero strabismo.

Ispettore Bloch va in pensione
Ispettore Bloch va in pensione

IRONIA

La storia non è ambientata ai giorni nostri, ma proprio oggi con Liberato alla radio e quella che pare essere Stranger Things su Netflix.

Dalle migliori serie, e viene in mente Better Call Saul, Aragno prende la dinamica ironica della posta in gioco sempre più alta. Il giornalista pubblica una fake news. Conseguenza: muore un ragazzo, lui riceve un avviso di garanzia e gli viene comunicata la possibile espulsione dall’albo. Il mondo ha risposto alle sue azioni come meno si aspettava, e che fa lui? Reagisce in maniera più forte: convince la ex a denunciare una finta aggressione da parte di rom e prova pure a incastrarli con la borsetta della vittima. Nel vertiginoso gioco a rimpiattino, il mondo risponderà in maniera ancora più forte: la fidanzata che si avventura da sola nella strada per farsi testimoni, viene violentata per davvero, e via discorrendo…

Better Call Saul
Better Call Saul

Un magistrato prova a mettere insieme tutti i pezzi: l’inchiesta Repulisti che ha messo in ginocchio la sinistra, i roghi con i quali lo Stato viene ricattato… Ci sono di mezzo pure gli squadristi di Casa Pound e la paranza a bordo degli iconici T-Max per scortare il Suv nero del boss Franco Romano, presi di peso dalla mitologia di Saviano (tanto nella letteratura con Bacio feroce, quanto nella terza stagione di Gomorra).

ANTIEROE

Lo stile giornalistico della scrittura è replicata dagli omissis e dai cognomi puntati o celati dietro la sequenza di asterisco. Il Marco Aragno / personaggio è un giornalista che scrive fake news, usa la penna (o i social) per strumentalizzare e spettacolarizzare la politica, appoggia un ideale non in voga in letteratura, ma lo fa con la spina dorsale dei grandi anti-eroi seriali. Peccato che il finale a lui riservato sia sì inglorioso ma anche troppo surreale (e troppo dylandoghiano) perché la morte consegni alla grandezza pure questo infame.

Sangue blù di Gomorra 3
Sangue blù di Gomorra 3

Purtroppo le visioni dei fantasmi ci avevano già fatto presagire questa deviazione fuori dal genere che pure l’autore stava seguendo con molta originalità: allucinazioni giustificate narrativamente se avesse avuto un granchio al cervello e non ai polmoni. Un granchio che stringe le sue chele parimenti alla corruzione che tiene al cappio la società partenopea. Nessuno si salva, neppure Giada, l’insegnante d’asilo ed ex fidanzata, il cui percorso narrativo è però l’unico veramente conciso nonostante appartenga a una delle sottotrame.

LA CITTA’ VIVE

Questa è una città che puzza di cherosene, è composta di asfalto vivo e sostanze tossiche: quelle che non si sciolgono sottoterra infiltrandosi nelle acque, allora salgono in cielo e ricadono come polvere di stelle. Deserti di cemento, discariche e depositi, rotatorie e ruspe, amianto ed ethernet, un mondo più grigio di quello visto nella seconda stagione di True Detective.

La città di True Detective 2
La città di True Detective 2

A collegare la famosa Napoli all’anonima periferia è la superstrada: un Asse Mediano lungo la cui traiettoria capitolano molti destini. Questa è una città custodita da una cupola di nubi e bagliori d’incendio come un mostro tentacolare che la domina dall’alto e impedisce ogni tentativo di fuga. A metà fra la sfera di The Dome (il libro, non la serie) e la tempesta di The Hateful Eight.

EDITING

Purtroppo, ancora una volta, non c’è traccia della numerazione dei capitoli, come se gli amanti delle serie non nutrissero un certo feticismo per i numeri (quante stagioni, quante puntate, quanto minutaggio, ecc.). La copertina di Maurizio Ceccato, per quanto grandiosa come sempre, non centra esattamente l’obiettivo e ci apre invece un varco sull’horror medico fra galvanismo e Frankenstein.

Under the Dome
Under the Dome

Può capitare che cambi il punto di vista di un personaggio all’interno dello stesso capitolo (più un narratore onnisciente che fa capolino per informarci con quale hashtag verranno pubblicate determinate news). A volte l’eccessiva gestualità fisica dei personaggi risulta straniante: Aragno ama pizzicarsi qualcosa (labbra o mento fate voi) fra l’indice e il pollice (fosse solo lui sarebbe caratterizzazione, invece lo fa anche Mohammed). Ma avete mai visto qualcuno che con i pugni si picchia sui fianchi? La gestualità così caricata funziona solo in contrasto con quella digital, come nella bagarre politica trasmessa in diretta streaming. A volte, invece, il cuore di determinati discorsi, già interessanti per l’intreccio e per i personaggi, vengono depistati da scene secondarie e di nessuna importanza (come il vecchio che ci prova con la ragazzina, e in parte minore anche l’incidente dal kebabbaro).

NOTA

Una pecca da segnalare nelle spedizioni. Ho potuto leggere Cancellare la città solo molto tempo dopo la sua effettiva pubblicazione, ossia dopo che era uscito anche il numero successivo. Forse per errore degli spedizionieri, almeno personalmente le mie copie sono arrivate con un ritardo notevole.

CONCLUSIONI

L’impressione generale è che Cancellare la città sia rientrato a forza all’interno del progetto di Wildworld. A differenza dei precedenti romanzi della serie, non si ispira a un preciso fatto di cronaca, ma a una sequenza di misfatti e a un clima generale. Non solo per questa ragione, anche il tono generale del racconto ce né da conferma. Forse il romanzo avrebbe potuto esprimere tutto il suo vero potenziale se pubblicato come opera a sé stante e senza forzature di sorta.

Quello che è certo è che Marco Aragno ci sa fare, e nonostante sia solo alla sua seconda prova, sa come intrattenere fino all’ultima pagina.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Cancellare la città di Marco Aragno, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: domenica 6 gennaio 2019.

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