CARRIE di Stephen King

CARRIE di Stephen King

IL BALLO DI STEPHEN KING

Il debutto non si dimentica mai, che sia al ballo di fine anno o nelle librerie. Carrie è il debutto letterario del maestro Stephen King. Immancabile in apertura la dedica a Tabby, moglie dello scrittore e scrittrice lei stessa. D’altronde è stata Tabitha Spruce, tanto tempo fa, a convincere il marito a sottoporre il manoscritto a un editore. King non era pienamente convinto del suo romanzo, fortuna che si fece convincere, altrimenti in quel 1974 l’editore Doubleday non avrebbe mai potuto pubblicare il suo primo romanzo.

Poche pagine sono inusuali per un romanzo di Stephen King, ma ricordiamo essere qui per l’appunto al suo esordio. Carrie è una delle opere più brevi di King e allo stesso tempo una delle più concise.

Sissy Spacek è Carrie nel film di Brian De Palma
Sissy Spacek è Carrie nel film di Brian De Palma

LA PRIMA DOCCIA DI SANGUE

La storia ha luogo a Chamberlain, piccola e sonnolenta cittadina del Maine (ovviamente).

Il libro si divide sostanzialmente in due parti (la terza, molto breve, è una sorta di epilogo). La prima parte è Doccia di sangue. Questa introduzione alla storia ricostruisce l’episodio nella sala doccia del liceo dove Carrie White comincia a perdere, per la prima volta nella sua vita nonostante i quindici anni, sangue fra le gambe. La timida Carrie diventa perciò oggetto di derisione delle crudeli compagne le quali hanno l’esaltante idea di bersagliarla con una pioggia di assorbenti. Purtroppo per le compagne, non sanno che Carrie (e i suoi poteri al limite del soprannaturale) siano la causa della pioggia di pietre che si è abbattuta su casa White molti anni prima…

Chloe Grace Moretz è Carrie nel film di Kimberly Peirce
Chloe Grace Moretz è Carrie nel film di Kimberly Peirce

Tom Ross, dietro richiesta della sua fidanzata ufficiale, Sue Snell, dopo che questa si è pentita di quanto fatto a Carrie, invita proprio Carrie al ballo studentesco.

LA NOTTE DEL BALLO

La seconda parte è dedicata a La notte del ballo studentesco. Come si vede, entrambi i segmenti si concentrano sul comun denominatore della “pioggia di sangue“: un leitmotiv che ci viene proposto sotto diverse varianti in maniera crescente e sempre più terrificante.

Sue Snell rimane in casa, mentre al ballo il suo boyfriend Tom e Carrie vengono addirittura (e contro ogni aspettativa) eletti Re e Regina. Nel momento del trionfo interviene allora la vendicativa Chris Hargensen: la più bella della scuola e feroce nemica di Carrie. Chris non ha mai perdonato a Carrie di essere stata espulsa dopo il fattaccio delle docce, provvedimento dal quale nemmeno il papà avvocato arrogante è riuscito a esimerla.

John Travolta è Bill Nolan nel film di Brian De Palma
John Travolta è Bill Nolan nel film di Brian De Palma

Nascosta dietro le quinte del palco, Chris ottiene la sua vendetta: rovescia i secchi nascosti in alto e colmi di sangue di maiale. Bill Nolan, fidanzato di comodo di Chris, ha sgozzato i maiali, riempito i secchi ed è pronto a prendersi la sua ricompensa su uno squallido letto. Comunque, il sangue piove dall’alto, ricopre Carrie e Tom, questo provoca l’ilarità degli astanti e subito dopo il massacro degli stessi a opera dei poteri telepatici di (un tempo goffa) Carrie White.

LA SIGNORA WHITE

Piper Laurie è Margaret White nel film di Brian De Palma
Piper Laurie è Margaret White nel film di Brian De Palma

Non c’è una Carrie White senza una Margaret White: la madre il cui fanatismo religioso rasenta la perversione. Senza la sua convinzione di aver generato Carrie con Satana, Carrie non avrebbe fatto quel che ha fatto, e il romanzo non sarebbe diventato un bestseller da milioni di copie. Il conflitto fra la madre e la figlia è uno dei tratti ricorrenti e più riusciti del romanzo.

Nel finale catastrofico (un classico di King) ci ritroveremo (forse) a tifare per la “natural born killer” Carrie White.

FALSO DOCUMENTARIO

Carrie in realtà comincia dal finale. Asserisce che i fatti raccontati siano reali, quindi alterna la narrazione onnisciente in terza persona a stralci di ricostruzioni successive agli eventi trattati: documentazioni sul potere telecinetico, resoconti sull’olocausto di Chamberlain, deposizioni dello sceriffo e davanti alla Corte, la biografia di Sue dal titolo Il mio nome è Susan Snell, o i saggi Siamo sopravvissuti al Ballo Nero e L’ombra che esplose.Con questa inedita soluzione (per l’epoca) Stephen King anticipa il mockumentary inserendo fra uno spezzone e l’altro del racconto anche le didascaliche descrizioni di quanto è inciso sui banchi scolastici di Chamberlain, come se fossero ripresi da una telecamera volante e poi montati insieme alle testimonianze dei sopravvissuti.

Julianne Moore è Margaret White nel film di Kimberly Peirce
Julianne Moore è Margaret White nel film di Kimberly Peirce

Per rendere ancora più verosimile la sua storia, King ci dice che a Hollywood sentono la necessità di dover realizzare film sui più tristi fatti di cronaca del proprio paese (il caso di Carrie viene addirittura accostato per importanza all’assassinio di Kennedy) e difatti (ci informa King) hanno realizzato un film su Carrie White. In effetti già allora ci pensò il maestro Brian De Palma a portarne la storia sul grande schermo.

IL FILM

Due anni dopo la pubblicazione del romanzo, Brian De Palma ne trasse il capolavoro cinematografico Carrie – Lo sguardo di Satana (1976), primo film horror (se tale lo si vuole definire) a essere candidato al Premio Oscar (nello specifico venne nominata Sissy Spacek nel ruolo di Carrie). Primo adattamento in assoluto da un libro firmato dal Re del Terrore, è inoltre uno dei rari film amati da King fra quelli tratti dalle sue opere.

Musiche indimenticabili di Pino Donaggio (sodale di De Palma), che si è rifatto alle composizioni di Bernard Herrmann per Psyco (altra citazione: nel film il liceo viene chiamato Bates High School). Prima della Spacek, avrebbe dovuto essere Amy Irving a interpretare Carrie: poi le toccò il ruolo secondario di Sue Snell ma, durante le frequenti visite sul set di Steven Spielberg, se ne innamorò e lo portò sull’altare.

Amy Irving e Steven Spielberg
Amy Irving e Steven Spielberg

Sissy Spacek aveva 27 anni quando interpretò la quindicenne Carrie, ed è certamente più magra e meno brutta di come viene descritta la sua controparte letteraria. Fra le differenze sostanziali con il testo di partenza: nel film Carrie uccide tutti senza muoversi dalla sala del ballo (nel libro ha un momento di riflessione dopo essere fuggita in cortile) e impala sua madre prima di farsi crollare la casa addosso nella scena più spettacolare (nel libro fa venire un infarto alla madre e poi muore in strada, fra le braccia di Sue).

ISPIRAZIONI

Vennero ancora realizzati un sequel nel 1999, Carrie 2 – La furia di Katt Shea (la pericolosa telepate stavolta è Rachel, la sorellastra di Carrie), e un remake televisivo nel 2002, Carrie di David Carson.

La versione per immagini più recente è Lo sguardo di Satana – Carrie (2013) di Kimberly Peirce: questo film si ispira maggiormente alla pellicola di De Palma che non al romanzo di King, ma aggiornandolo ai giorni nostri con tanto di cellulari e YouTube.

Carrie White
Carrie White

Il romanzo, fra i più censurati di sempre nelle scuole statunitensi, non ha smesso di ispirare altri artisti: ne è esempio il musical per Broadway del 1988 seppur cancellato dopo appena cinque esibizioni.

CONCLUSIONI

C’è di tutto in quest’opera: bullismo, crisi adolescenziali, questione religiosa, la crudeltà della gente comune, la vendetta, la parapsicologia… E persino i tradizionali neologismi alla King: il bellissimo “sporchetette” la fa da padrone!

Carrie è un flusso di racconto senza quasi interruzioni e senza mai divisioni retto dall’atipico cambio di punti di vista, narratori e dossier: un libro che ti entra sottopelle e che ti fa esplodere le cervella.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Carrie di Stephen King, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: giovedì 13 giugno 2019.

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