DRIVE-IN. LA TRILOGIA 3/3 di Joe R. Lansdale

DRIVE-IN. LA TRILOGIA 3/3 di Joe R. Lansdale

Ogni sabato, per tre settimane, analizzeremo i tre episodi sfavillanti di sangue che compongono Drive-in. La trilogia.

LA NOTTE DEL DRIVE-IN 3

Uscito nel 2005 e tre anni dopo da noi, La notte del Drive-in 3. La gita per turisti parte con la solita raffica di deliri tanto assurdi quanto spassosi ma via via i contenuti si fanno più estremi e il sorriso passa in secondo piano. Lo stesso può dirsi dell’intera saga: man mano che la trilogia si è andata formando ha perso sia in termini di tensione sia di inventiva, perché l’idea non era più cosi fresca e anche perché l’impianto narrativo risultava sempre meno strutturato.

Diviso in cinque parti con tanto di simpatico intervallo nel mezzo, il terzo cinelibro della serie è più disomogeneo e al contempo più ambizioso dei precedenti. Il mondo fuori dal Drive-in è sempre più apocalittico: la società umana ha definitivamente fatto ritorno all’istinto animale come aveva pronosticato Jena Plissken in Fuga da Los Angeles. Il Grande Jack che ha scritto i primi due capitoli torna ad essere protagonista. Il giovane texano (come Landsale) che scrive la bibbia del Drive-in è il nostro narratore di fiducia, abile a raccontare storie intorno al fuoco pure ai compagni di viaggio; una qualità western che ha senz’altro ereditato dal suo papà letterario. Il suo amico Bob è morto (fuori campo), così Jack adesso fa coppia fissa con Reba, Grace, Steve e qualche altro accattone delle tribù del Drive-in.

La notte del Drive-In 3_Libri Senza Gloria
La notte del Drive-In 3_Libri Senza Gloria

Il gruppo recupera uno scuolabus abbandonato e fugge dal Drive-in fantasma che si muove sulle acque e dà loro la caccia, tale e quale alla nebbia che circonda Lost, serie che ha un grosso debito nei confronti di questa. Niente più deserti e praterie ma grandi distese d’acqua: un’inondazione biblica travolge lo scuolabus e i nostri finiscono nello stomaco di un pesce-gatto gigante, rivisitazione tanto di Moby Dick quando della balena di Pinocchio. Le interiora metà carne metà macchina del pesce-gatto sono infestate da robot, creature del buio antropofaghe e da una tribù di cannibali guidati da Bjoe. Ma nella culla di questa macabra claustrofobia, comunque non emerge mai un villain all’altezza del Re del Popcorn o che possa reggere il confronto con Popalong Cassidy. Dal purgatorio dei debosciati i nostri eroi devono fare squadra per risalire le catartiche scale verso il Paradiso in questo parallelo dantesco tanto metafisico quanto scontato.

CONCLUSIONI

Lo splatter lisergico va dalle parti dell’autocitazione (o dell’autocelebrazione, fate voi), in un viaggio colmo di omaggi cinematografici e letterari. A proposito, scopriamo soltanto adesso la traduzione italiana di Utensili per l’omicidio: il titolo del doppiaggio italiano è Lo squartatore di Los Angeles.

Fuga da Los Angeles (1996) di John Carpenter

Ne La notte del Drive-In 3 rimane poco del survival horror del primo episodio e della distopia moderna del secondo. Lo sci-fi è sempre più demenziale, l’horror è sempre più grottesco, questo perché l’umorismo ha la meglio sull’impianto narrativo e, di conseguenza, le visioni eccentriche sembrano quasi snaturate quando non supportate da personaggi con un minimo di spessore. Parliamo di persone normali, come noi, che un orrore inspiegabile (come sono gli orrori perfetti, a detta di Lovecraft nel suo saggio sul soprannaturale) ha trasformato in folli selvaggi. Vanno in giro nudi, affamati e le donne non sono per niente sexy come Raquel Welch in Un milione di anni fa.

La scrittura perde mordente persino quando, ancora una volta, l’autore trasforma la religione in un ricettacolo di gratuiti quanto fantasiosi insulti senza però basarsi su una forte idea decostruttivista. Si sa, le oscenità di Joe R. Lansdale sono scritte per essere amate, altrimenti il lettore non sarebbe arrivato fino a qui. Non ci sono filtri per raccontare un’umanità disumana dove gli istinti primordiali hanno la meglio sul raziocinio, così è tutto un fioccare di iperboli dissacranti e similitudini che passano per il turpiloquio. A lungo andare però il delirio si fa ripetitivo e si perde un po’ la riflessione di fondo, sino alla conclusione esilarante e tremenda della trilogia che, senza infamia e senza gloria, apre le porte a una quarta puntata.

Un milione di anni fa (1966) di Don Chaffey

Finito di leggere: giovedì 24 dicembre 2020.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Drive-in. La trilogia di Joe R. Lansdale, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

ALTRO: Drive-in. La trilogia 1/3 di Joe R. Lansdale

ALTRO: Drive-in. La trilogia 2/3 di Joe R. Lansdale

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