IL GIARDINO di Derek Jarman

IL GIARDINO di Derek Jarman

Avvertenza: Il giardino di Derek Jarman è un’opera complessa, fatta di appunti, poesie, memorie, fotografie. Come già successo in passato con S. – La nave di Teseo per la cui analisi avevamo scomodato LEGO Batman (vedi QUI), questa volta, per meglio esplorare i sentieri e i ciottoli del volume in questione, gli scaffali di Libri Senza Gloria hanno chiesto aiuto al T-800.

Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

Ringraziamo la redazione di Edizioni Nottetempo (che ha pubblicato Il giardino di Derek Jarman in Italia) per la collaborazione e per averci messo a disposizione il volume qui di seguito esaminato.

LA NAVE DI TESEO Libri Senza Gloria
LA NAVE DI TESEO Libri Senza Gloria

UN LIBRO DI

Il giardino di Derek Jarman. Un libro scritto dal regista Derek Jarman. Un libro che riporta lo stesso titolo di uno dei film del regista Derek Jarman, The Garden (1990). Un autore che fa parte egli stesso del titolo della propria opera: “di Derek Jarman“. Questo può forse dare un indizio, ma mai un’idea completa di quello che ci aspetta sfogliando Il giardino
Anzitutto si tratta di un “diario” scritto dal poliedrico e controverso artista britannico, regista di capolavori come:

Jubilee (1977) di Derek jarman
Jubilee (1977) di Derek jarman

Jubilee (1977), primo punk movie inglese che traccia un filo rosso fra la golden age di Elisabetta I e il giubileo di Elisabetta II;

Caravaggio (1986), il film che segna la prima collaborazione con la sua sodale artistica Tilda Swinton e ultimo nella forma narrativa tradizionale;

Caravaggio (1986) di Derek Jarman
Caravaggio (1986) di Derek Jarman

Blue (1993), il suo grandioso testamento filmico, quando ormai Derek Jarman era diventato cieco e ridusse l’immagine a un frammento blu in modo tale da trasformare lo spettatore in ascoltatore;

Blue (1993) di Derek Jarman
Blue (1993) di Derek Jarman

un artista prematuramente scomparso nel 1994 a poco più di cinquant’anni per complicazioni dovute al virus dell’HIV.

SUPER 8

Sebastiane (1976) di Derek Jarman
Sebastiane (1976) di Derek Jarman

Jarman, dichiaratamente omosessuale, non ha mai avuto problemi a discuterne nei suoi film in un periodo in cui tutti gli altri preferivano sorvolare. Ad esempio con Sebastiane (1976), film dalle diverse peculiarità: è il primo film a essere girato interamente in latino, soprattutto è il primo film di attivismo queer (in questa pellicola il martirio dell’efebico santo ribelle viene allegorizzato nell’apologismo gay). Nemmeno quando gli è stata diagnosticata l’AIDS, Derek Jarman ha temuto di parlarne apertamente: svelò pubblicamente la sua malattia alla Berlinale e ne parlò a più riprese per sensibilizzare l’opinione pubblica.

The Garden (1990) di Derek Jarman
The Garden (1990) di Derek Jarman

Il giardino di cui parleremo fiorisce a Dungerness, fra un piccolo agglomerato di case, all’esterno di un cottage di pescatori che Jarman comprò in occasione dei sopralluoghi per il suo film (non a caso) The Garden (1990). Un film che intendeva realizzare – archiviata la parabola del 35mm – interamente in Super 8mm come i suoi primi cortometraggi sperimentali (girati per sette anni di seguito con l’obiettivo di finanziare il suo Caravaggiocamp” per Channel 4). Ed è in quel giardino fatto di ciottoli e licheni, paradisiaco e al contempo diroccato, che sono state realizzate le riprese di The Garden: il primo film post-AIDS dell’autore, anti-narrativo nella sua commistione biblica-biografica (l’influenza pasoliniana è in lui presente sin dai tempi di Caravaggio).

Derek Jarman nel suo giardino a Dungerness
Derek Jarman nel suo giardino a Dungerness

L’ALFA E L’OMEGA

Nella campagna di Dungerness, Derek Jarman si ERA ritirato per vivere in pace i suoi ultimi anni di sieropositività. Come nel film The Garden, e grazie alle poesie che possiamo leggere all’interno del volume, in questo posto l’inizio incontra la fine e il giardino dell’Eden (l’Alfa del Vecchio Testamento) si fa giardino del Getsemani (l’Omega del Nuovo Testamento).
I tre giardini, quello cinematografico, quello letterario e quello reale, sono legati in maniera duplice: si tratta di un (triplice) giardino che fiorisce mentre la vita di Derek si affievolisce, come evidenzia benissimo la prefazione di Keith Collins (HB).

T-800 (1)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (1)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

Inoltre questo “giardino” ha un quarto lato: è esso un giardino fotografico. Il volume è infatti corredato da oltre 150 fotografie, di cui 90 a colori, scattate dall’amico Howard Sooley (conosciuto sul set di Edoardo II, 1991) durante le visite da lui compiute a Dungerness dal 1991 al 1994. Sooley, vestito di lilla, è descritto egli stesso come un fiore che cresce nel crepuscolo liricamente pittorico di quel paesaggio speciale, e spesso dà una mano spruzzando il fertilizzante.
Eppure l’effettivo memoriale tracciato da Jarman (protagonista delle foto insieme al suo giardino, fiore egli stesso della propria creatura) comincia già nel 1986 (anno della scoperta della malattia così come del disastro ecologico di Chernobyl) per diventare con il tempo l’ultima esperienza romantica che l’artista ci abbia lasciato. A quel tempo le complicazioni della malattia, insieme alla scomparsa del cinema indipendente, gli impedirono di dedicarsi ad altri progetti di lungometraggio più strutturati, favorendo il suo ingresso nella scena della pittura e dei videoclip (per gli Smiths, i Pet Shop Boys e i Sex Pistols fra gli altri).La stessa arte del giardinaggio viene sovente interrotta da improvvise degenze presso il Bartholomew’s Hospital.

 T-800 (2)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (2)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

SCENOGRAFIE

Derek Jarman, sempre molteplice e controcorrente, nella vita è stato anche scenografo per I diavoli (1971) e Messia selvaggio (1972) di Ken Russell. Perciò è in questa ultima scenografia, meta ambita dei birdwatching, che Jarman pianta le radici del suo ultimo viaggio. Un peregrinare inframmezzato da poesie e suggestioni, mentre il “giardiniere” è immortalato nell’atto di piantare, nell’atto di trasportare sassi…
Oltre il faro che svetta sul promontorio di Ness (luogo che sa di miele), oltre alla conformazione di ciottoli del paesaggio circostante (pari a quello di Cape Canaveral), e oltre i papaveri e la viperina azzurra che crescono liberamente sul ciglio della strada – quella che divide Prospect Cottage, l’abitazione n legno, dalla vicina centrale nucleare di Dungerness – il giardino sulla spiaggia nasce quasi per caso, sfruttando quello che si trova all’intorno: dai fiori colti nel circondario agli stessi attrezzi di giardino (o oggetti trovati per caso) per realizzare improvvisate sculture.
E della flora speciale di Dungerness (licheni e muschi, rose canine nel boschetto), i fiori della silene si introducono nel giardino come “un tocco di natura selvaggia nel cuore del paradiso“, perché Jarman ci ricorda che “paradiso” deriva dall’antico persiano, da una parola che significa “luogo verdeggiante“.

  T-800 (3)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (3)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

Nel giardino “alla francese“, e lì dove il cerchio è diventato l’elemento chiave (l’Alfa e l’Omega…), si consuma la costante lotta del ciclo della natura, quella tra mondo animale e mondo vegetale: tra bruchi, lumache e cavolo marino (la crambe maritima che predomina il promontorio ma che accumula radioattività dalla centrale), tra conigli e aiuole circolari di ginestroni (con al centro travi di legno ad altezza umana), tra bombici cul-dorati (creature piccole, marroni e pelose) e le macchie di pruno prostrato, tra streghe e sambuco, tra api e viperina azzurra. Streghe, sì, perché coltivare e innaffiare assomiglia al rituale di magia bianca compiuta per esorcizzare il pericolo nucleare.

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T-800 (4)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

LA TEMPESTA

Il giardinaggio è però tante altre cose, è una caccia al tesoro, è anche inevitabilmente un rapporto con il vicinato. Se non esistono barriere fisse intorno Prospect Cottage, alcuni pali sono comunque posti a segnarne il confine. A volte Jarman è rimproverato da un passante per i suoi curiosi innesti “contro natura“, altre volte è Jarman a insultare la donna che gli ha rubato un papavero da oppio.

 T-800 (5)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (5)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

Come all’esterno, pure gli interni di Prospect Cottage sono ammobiliati con detriti e scarti della discarica. Lì dentro, poi, Derek Jarman ha dovuto affrontare una tremenda tempesta come quella shakesperiana che ha adattato lui stesso per il grande schermo. Ed è sopravvissuto, grazie a quel giardino che descrive come “un set per un film sull’AIDS“.

T-800 (6)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (6)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

CONCLUSIONI

Come puntualizza lo stesso Jarman, il suo primo incontro con la botanica (l’Alfa, il giardino dell’Eden…) risale a quando da piccolo villeggiava con la famiglia a Villa Zuassa sul Lago Maggiore e ricevette in regalo dai genitori il trattato Beautiful Flowers and how to Grow Them. A Dungerness, quindi, l’artista chiude poeticamente il cerchio con la propria infanzia conducendo una tecnica orientale di giardinaggio (legata alla crescita e all’apprendimento) e operando su un giardino inglese ma nella sua più caratteristica commistione di stili e di influenze.

T-800 (7)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (7)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

La pratica del giardinaggio nelle mani di Derek Jarman diventa “creativa” (tramite innesti di specie diverse), sperimentale (condotta nell’unico luogo desertico dell’Inghilterra), apocalittica (nei pressi di un reattore come quello di Chernobyl), ispirante (nei pressi partorirà anche il saggio Chroma), ha qualcosa di arcaico (i dolmen di selci, conchiglie e sassi intorno alle piante) e insieme zen (far prosperare qualcosa su un terreno arido). In una parola è giardinaggio terapeutico, farmaco di un corpo in deperimento ma di uno spirito in espansione.

 T-800 (8)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria
T-800 (8)_Il giardino di Derek Jarman_Libri Senza Gloria

Un viaggio che il lettore, l’uditore, il giardiniere, sono invitati a compiere, insieme allo speciale ospite di casa, sino al termine della notte e, di nuovo, sino all’alba.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Il giardino di Derek Jarman, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: lunedì 25 novembre 2019.

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