IL SARTO DI PANAMA libro vs film

IL SARTO DI PANAMA libro vs film

LA PENNA FERISCE PIU’ DELLA SPADA

Come Frederick Forsyth aveva collaborato con l’FBI, così John le Carré è stato realmente un agente segreto britannico per conto del Secret Intelligence Service, più comunemente noto come MI6. Questo fin quando la sua copertura non è saltata per colpa di un agente doppiogiochista sul libro paga del KGB. La sua vita gli ha ispirato il romanzo La talpa, il più celebre fra i romanzi della serie che vede coinvolta la spia immaginaria George Smiley. Questi venne interpretato da Gary Oldman nell’omonima trasposizione del 2011 diretta da Tomas Alfredson e con Colin Firth, Tom Hardy e Mark Strong.

La talpa (2011) di Tomas Alfredson
La talpa (2011) di Tomas Alfredson

Le spie di le Carré sono meno glamour di James Bond. In generale tutte le storie di spionaggio da lui scritte presentano un approccio più critico alla materia tant’é che i suoi libri travalicano il semplice genere per attestarsi a un livello molto più alto e maturo rispetto alla norma.

I FILM

I romanzi di John le Carré hanno ispirato numerosi film, oltre quelli già citati: Chiamata per il morto (1966) di Sidney Lumet, Un delitto di classe (1991) di Gavin Millar, The Constant Gardener – La cospirazione (2005) di Fernando Meirelles (tratto da Il giardiniere tenace) con Ralph Fiennes e Rachel Weisz (vincitrice del Premio Oscar come migliore attrice non protagonista) e Il traditore tipo (2016) di Susanna White con Ewan McGregor e Naomie Harris.

The Constant Gardener - La cospirazione (2015) di Fernando Meirelles
The Constant Gardener – La cospirazione (2015) di Fernando Meirelles

SPIE COME NOI

La fallibilità del sistema spionistico occidentale, quello che gli ha quindi fatto saltare la copertura, è spesso al centro della sua riflessione e declinata nella raffigurazione del conflitto USA-URSS viste l’una come il rovescio dell’altra. Romanzo emblematico da questo punto di vista è uno dei suoi più celebri: La spia che venne dal freddo da cui è tratto l’omonimo capolavoro cinematografico di Martin Ritt con Richard Burton uscito nel 1965.

La spia che venne dal freddo (1965) di Martin Ritt
La spia che venne dal freddo (1965) di Martin Ritt

Se le Carré si era confermato un maestro nel descrivere le atmosfere della Guerra Fredda, con il crollo del patto di Varsavia la sua fortuna letteraria viene intaccata salvo trovare un nuovo vertice con Il sarto di Panama (1996). Un libro ragionato, sottilmente ironico, ancora una volta sulle falle dello spionaggio occidentale.

IL NOSTRO AGENTE ALL’AVANA

Il sarto di Panama prende chiaramente spunto da Il nostro agente all’Avana (1958), romanzo se vogliamo di satira nei confronti della esagerata ed esibizionistica letteratura di spionaggio dell’epoca, scritto da quell’altro celeberrimo ex agente segreto e letterato di Graham Greene (presente nei ringraziamenti finali di le Carré).

Il nostro agente all’Avana viene pubblicato durante la Guerra Fredda ed è ambientato nella Cuba del regime di Batista. Il protagonista non è una consueta spia affascinante e inarrestabile ma un uomo comune oppresso da problemi economici e da una figlia cattolica e materialista. Il suo nome è James Wormold, il suo lavoro: rappresentante commerciale di aspirapolvere. Wormold accetta l’incarico di spia, si lascia prendere la mano fino a inventarsi di sana pianta rivelazioni scioccanti e progetti di armi sofisticatissime in realtà ispirate alle sue aspirapolvere. La combina talmente grossa che l’MI6 non sa più come trarsene fuori mentre il suo uomo lascia l’Avana prima della conquista di Fidel Castro, trova un posto fisso e sposa l’agente inviata a sorvegliarlo.

Il nostro agente all'Avana (1959) di Carol Reed
Il nostro agente all’Avana (1959) di Carol Reed

L’anno successivo il regista Carol Reed ne trasse l’omonimo e altrettanto famoso film interpretato da sir Alec Guinness (il primo Obi-Wan Kenobi, due volte Premio Oscar), scritto proprio insieme a Greene.

POSTAZIONE D’ASCOLTO

Il sarto di Panama è Harry Pendel, uomo mite, sarto di origini inglesi. Un giorno riceve la visita di un nuovo cliente con un paio d’occhi più simili a spilli neri, tale Andy Osnard (sembra ricordare il nome di un uccello). Andy si dichiara essere una spia britannica, di conoscere il passato di Harry (era stato in un carcere minorile e si è inventato una origin story nuova di zecca) e, in virtù della posizione privilegiata di sarto (clienti facoltosi, moglie in vista, atteggiamento da gentiluomo…), gli propone di diventare la postazione d’ascolto a Panama per l’MI6. Tentato dalla fortuna, Harry cede al ricatto e trasforma la sua sartoria in un ricettacolo d’informazioni.

IL FILM

Un tranquillo weekend di paura (1972) di John Boorman
Un tranquillo weekend di paura (1972) di John Boorman

Alla regia dell’adattamento cinematografico uscito in sala nel 2001 troviamo il maestro John Boorman (basti nominare Duello nel Pacifico, Un tranquillo weekend di paura, Zardoz, L’esorcista II, Excalibur). L’indisciplinato agente segreto con un debole per il gentil sesso è interpretato da Pierce Brosnan che proprio in quegli anni prestava il suo volto al (diversamente) sexy e infallibile 007. Lo spiocrate venuto da Londra è in realtà un imbranato: nel film viene allontanato dal Regno Unito per la sua cattiva condotta, nel libro è ampiamente etichettato come giovane incompetente. Fra le sue fiamme a Panama c’è Francesca Deane del Corpo Diplomatico, interpretata da Catherine McCormack (maggiormente nota per essere stata la moglie di William Wallace in Braveheart).
Il distinto e affabile sarto ha invece l’impeccabile aplomb del Premio Oscar Geoffrey Rush.

Catherine McCormack è Francesca Deane
Catherine McCormack è Francesca Deane

Prima di procedere oltre, qui si segnala come Mark, il figlio dodicenne di Pendel, sia interpretato da Daniel Radcliffe alla sua prima apparizione sul grande schermo. Quello stesso anno tutto il mondo avrebbe associato da quel momento in poi il suo volto a quello del maghetto Harry Potter.

Daniel Radcliffe è Mark Pendel
Daniel Radcliffe è Mark Pendel

IL TALENTO DI HARRY PENDEL

Se Pendel è un maestro della menzogna, Rush lo è della recitazione. Egli bilancia perfettamente le due anime di un (ambiguo) uomo comune in contatto con eventi (stra)ordinari.

L’oscuro passato di Harry Pendel è stato segnato dall’ingombrante presenza del losco zio Benny (nel film interpretato dal maestro Harold Pinter), al quale però deve il merito di avergli insegnato il mestiere del sarto. Il socio di Pendel, Arthur Braithwaite, pare se lo sia invece inventato di sana pianta per fondare la ditta P&B con storiche origini che risalgono alla Saville Row di Londra.

Il sarto di Panama (2001) di John Boorman
Il sarto di Panama (2001) di John Boorman

Fra i suoi clienti Pendel annovera tutte le fondamentali pedine dello scacchiere panamense: il Presidente sempre impegnato a negoziare i rapporti fra americani e giapponesi, la testa calda Mickie Abraxas (un barbuto e grassoccio Brendan Gleeson nel film) a capo addirittura del movimento clandestino antigovernativo conosciuto come “Opposizione silenziosa“… Abraxas, il cui nome è l’anagramma del diavolo, come sanno bene i lettori di Dylan Dog: Xabaras è difatti l’acerrimo nemico dell’Indagatore dell’Incubo sin dal primissimo fumetto.

Xabaras in Dylan Dog
Xabaras in Dylan Dog

Nel film come nel libro Mickie è un ubriacone e vero amico di Harry: si erano conosciuti in prigione dove Mickie era stato rinchiuso per essersi opposto a Noriega. In pratica Mickie è l’ideale agnello sacrificale: Harry lo “re-immagina” a capo del movimento di protesta e, senza volerlo, lo manda in pasto ai lupi. Quando Mickie lo deride per l’abito che gli sta cucendo su misura, Harry lo manda al diavolo invitandolo a passare da Armani, sequenza ripresa di pari passo dal libro.

LA MOGLIE DI HARRY PENDEL

Fra i punti di forze che hanno portato Harry all’attenzione di Andy c’è sua moglie. Louisa Pendel è la segretaria particolare di Ernesto Delgado a capo della Commissione del Canale. Come se non bastasse, fra gli amici di casa la coppia annovera Rafael Domingo che ricicla i soldi dei cartelli della droga.

Jamie Lee Curtis è Louisa Pendel
Jamie Lee Curtis è Louisa Pendel

Pendel tiene però Louisa all’oscuro del suo gioco pericoloso. Una moglie che ha il viso androgino e i lineamenti taglienti di Jamie Lee Curtis: la giovane eroina di Halloween, la procace amante in Una poltrona per due, il pesce di nome Wanda e già moglie spia in True Lies. E’ rimasto impresso in noi tutti il seducente scambio di battute fra lei e Brosnan mentre nuotano a pelo d’acqua, sfiorandosi, durante la gita sull’isola di Anytime.

La scena sull'isola di Anytime
La scena sull’isola di Anytime

Verso la fine, non appena la donne scopre cosa tramano i due uomini, si precipita in casa di Andy a battere con il tacco sulla porta. La spia, a colloquio con il suo superiore Luxmore (interpretato da David Hayman), lo congeda sbrigativamente all’uscita secondaria, apre alla donna, le tappa la bocca e la palpa finché non rimangono soli. Identica scena ripresa nel film: ma se sulla pagina scritta la colluttazione dei due si trasforma in un selvaggio rapporto sessuale, sullo schermo il tentato stupro dell’ex Bond non va in porto e il belloccio rimane con un palmo di naso.

Andy vs Louisa

IL GIOCO DI HARRY PENDEL

Si sparge la voce che Pendel abbia uno stravagante amico milionario in grado di saldare i suoi debiti mentre continua come sempre ad ascoltare musica classica nella sala di taglio. Il piano superiore del suo atelier si trasforma dall’oggi al domani in un club per ricconi e uomini altolocati cui carpire informazioni. Frattanto l’accendino regalatogli da Osnard nasconde una microcamera con la quale fotografare i dossier nel portadocumeti della moglie.

Geoffrey Rush è Harry Pendel
Geoffrey Rush è Harry Pendel

A conoscere tutta quanta la verità ci sono Marta (Leonor Valera), l’assistente con il volto devastato (si dice che i suoi sandwich al tonno siano leggendari) e amica di studenti radicali, e il “fantasma” dello zio Benny che viene a fargli visita come Lucignolo (lo stesso, nel film, l’immagine di Harold Pinter lo perseguita e viene a discutere con lui).

Per tenere il gioco, quindi, la “fonte primaria” Harry Pendel recluta a sua volta, “fonti secondarie”, ovvero finte spie. Per il servizio segreto di Sua Maestà imbastisce un romanzo fantastico fra chi vuole restituire la libertà a Panama e chi vuole imporre il proprio dominio.

La famiglia Pendel al completo
La famiglia Pendel al completo

Un bugiardo, un artista della truffa che cuce abiti su misura, ma anche verità su misura. L’antesignano delle fake news post-Muro di Berlino, l’epigono di WikiLeaks come anche del protagonista de La migliore offerta.

FUOCHI D’ARTIFICIO

Il finale del film è ben più spettacolare con il classico generale americano dagli occhi iniettati di sangue e pronto ad aprire le ostilità con tanto di ironica musica celebrativa di sottofondo. Gli elicotteri e le forze armate del Pentagono credono alla bufala (che il Presidente stia per vendere il Canale a uno stato estero) e invadono Panama. Harry trova il cadavere di Mickie, l’amico non ha retto il peso e si è suicidato.

Brendan Gleeson è Mickie Abraxas
Brendan Gleeson è Mickie Abraxas

Nel film corre fra i fuochi della festa, si ricongiunge con Marta in casa del morto e decide di costituirsi; nel libro lo trova insieme ad Ana, sabota il cadavere fingendo un attentato e incasina ancora di più tutta la faccenda.
Nel finale della pellicola Harry confessa le sue magagne prima a Andy, poi alla moglie: il primo non è sorpreso e se la fila (come già aveva preveduto) con i fondi neri ricevuti per finanziare l’Opposizione silenziosa, prende il volo con il corrotto ambasciatore inglese Maltby e punta gli occhi su una nuova donna, l’hostess di bordo. Lo stesso nel libro i due fanno sparire le loro tracce, e in futuro Andy verrà avvistato in Montana con una donna ricca e grande il doppio dei suoi anni.

Pierce Brosnan è Andy Osnard
Pierce Brosnan è Andy Osnard nel finale del film

Louisa è invece sconvolta dalle parole del marito che gli confida il suo vero passato: lei lo perdona e intercede con il Presidente panamense il quale svela l’inghippo agli americani e fa ritirare la task force dei marines.

CONCLUSIONI

La narrazione incalzante è a volte ostacolata dai lunghi flussi di coscienza. La formula del discorso indiretto libero è sempre più fitta verso la fine: il monologo interiore risulta una chiave di lettura ostica per il genere di spionaggio eppure nel solo caso di Harry Pendel funziona. Egli è vittima della storia di un altro, dunque costretto a inventare continuamente nuove storie. Sebbene i fatti storici e il contesto diplomatico siano accuratamente descritti, passano facilmente in secondo piano quando è proprio Harry a rubare la scena.
Il sarto di Panama si pone, in definitiva, nei confronti della letteratura spy (auto)ironico come si pone Scary Movie verso Scream e gli horror in generale. Morte e rinascita di un genere alla deriva.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Il sarto di Panama di John le Caré, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: martedì 30 aprile 2019.

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