IL SUO ULTIMO DESIDERIO: il trailer

IL SUO ULTIMO DESIDERIO: il trailer

Ecco il primo trailer de Il suo ultimo desiderio, film Netflix di Dee Rees tratto dall’omonimo romanzo di Joan Didion, e che vede protagonisti Anne Hathaway e Ben Affleck. Nel cast anche Willem Dafoe, Toby Jones, Rosie Perez ed Edi Gathegi. La sceneggiatura è stata scritta dalla Rees insieme a Marco Villalobos. Il film arriverà sulla piattaforma streaming il 21 febbraio.

Ecco la descrizione ufficiale da Amazon: ” n’eroina-reporter in bancarotta emotiva, un’ambientazione sospesa tra America e Centro-america, una prosa di filo spinato, un narratore ellittico, un intrigo politico. Ecco Joan Didion al suo quinto e ultimo romanzo, ovvero le variazioni autobiografiche dell’autrice-reporter-saggista divenuta icona attraverso libri come “L’anno del pensiero magico” e “Verso Betlemme”, consegnando a uno stile ruvido e nudo la propria epoca e il proprio dolore. La sua scrittura corre sui nervi sfibrati di Elena McMahon – figlia, moglie e madre sull’orlo di un crollo-, giornalista del Washington Post che segue la campagna presidenziale tra pranzi di beneficenza e comitati di quartiere, primarie di partito e grigiori redazionali. Come tutte le donne di Joan Didion, Elena osserva il proprio tracollo. È insoddisfatta e in fuga perenne dal presente e dal passato: dall’orrore vacuo del quotidiano, dalla morte della madre, dalla distanza della figlia, dal padre alcolizzato, gambler di emozioni, capace di mandare in frantumi la vita monocroma della figlia con l’ultimo azzardo possibile. Con la cifra stilistica che è il segno distintivo dei suoi romanzi, Joan Didion imbastisce l’enigma della morte di Elena intorno a molti vuoti, di lacuna in lacuna, senza nessi logici. Un traffico d’armi, l’amore con un agente segreto, e poi il buio. Il quadro rifiuta di ricomporsi, il centro non tiene. La leggerezza di un attimo rivela il peso di una vita intera: cambiano i decenni, non le eroine. “Il suo ultimo desiderio” si muove sul crinale dell’ambiguità, una linea sfuggente che divide una vita e due Americhe, al tramonto della Guerra fredda. Gli Stati Uniti opulenti – che sfilano nei rispettabili interni borghesi, tra le piscine, sui campi da tennis inondati dal sole avvolgente del Pacifico – e gli avamposti imperialisti nel Centroamerica. Uno spazio diviso che grazie a Joan Didion diviene spazio spirituale, teatro delle vanità in cui si dibattono esistenze lacerate, in cui scolora il fantasma di una donna e l’Occidente rivela il proprio cuore di tenebra.”

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