IVANHOE di Walter Scott

IVANHOE di Walter Scott

IL PRIMO ROMANZO STORICO

Ivanhoe è valutato come il primo romanzo storico in assoluto (anno di pubblicazione 1820) è ambientato nell’Inghilterra centrale del Pieno Medioevo ma è scritto da uno scozzese. Sir Walter Scott, al secolo I Baronetto Scott, che inizialmente si nascose dietro lo pseudonimo di Laurence Templeton. Sebbene anche successivamente si firmava come “l’autore di Waverley” fu grazie ai suoi meriti letterari se ricevette la nomina a baronetto.

Definizione di romanzo storico: combinazioni di personaggi ed eventi reali (storici) con personaggi ed eventi di finzione. Alessandro Manzoni ne sa qualcosa.
L’edizione di Ivanhoe tradotta da Piraino e con le fumettistiche illustrazioni di Mirko Velic è la versione pubblicata da Società Editrice Italiana Torinese per giovanissimi e che difatti presenta alcune parti intermedie riassunte (praticamente la metà del volume originale).

Alessandro Manzoni
Alessandro Manzoni

PRIMO TEMPO

Alla tavola del nobile sassone Cedric di Rotherwood siedono diversi ospiti. Su tutti spicca il cimiero del cavaliere templare Brian de Bois-Guilbert che, in compagnia del priore Aymer, si è lì recato per partecipare al torneo cavalleresco. Sopraggiunge anche l’avaro quanto ricco ebreo Isaac di York insieme alla bellissima e scura figlia Rebecca, e poi lo stesso misterioso pellegrino che aveva indicato la strada a Brian e al priore.

Grande assente è il valoroso cavaliere Ivanhoe che però aleggia nei loro discorsi: in quelli del generoso pellegrino come in quelli dell’arrogante Brian, il quale ammette di essere stato battuto in Palestina proprio da Ivanhoe. Pare che di lui sia innamorata l’incantevole Lady Rowena, orfana adottata da Cedric e per la quale ha dovuto esiliare suo figlio Wilfred dopo che fra i due era nato del tenero. Cedric la tiene sotto chiave e l’ha promessa al cavaliere Athelstane.

Joan Fontaine è Lady Rowena
Joan Fontaine è Lady Rowena

SECONDO TEMPO

Una volta che re Riccardo Cuor di leone è prigioniero e non si hanno più notizie, suo fratello il principe Giovanni d’Angiò ha preso il potere: non è un caso che egli entrerà nella storia come Giovanni Senza terra. Egli strappa castelli e proprietà ai nobili che sono partiti per la Crociata insieme a suo fratello e li assegna ai propri fedelissimi. Presenzia dunque al grande torneo di Ashby, nella contea di Leicester, dove si sfidano e duellano sia sassoni sia normanni.

Al di là di ogni aspettativa, a vincere la gara è il misterioso Cavaliere Diseredato, grazie anche all’aiuto dell’altrettanto misterioso Cavaliere Nero (non quello di Gigi Proietti). Il Cavaliere Diseredato è in realtà il pellegrino: indossa l’armatura che si è potuto permettere grazie a Isaac di York (umiliato al torneo e additato da tutti in quanto ebreo) dopo averlo salvato da un’imboscata tesa dagli uomini di Brian de Bois-Guilbert.

Poiché Giovanni voleva nominare Rebecca quale regina di bellezza e dell’amore ma gli altri si erano opposti perché ebrea, delegano la scelta al Cavaliere Diseredato: questi nomina Lady Rowena e si toglie l’elmo. Il Cavaliere Diseredato ovvero il pellegrino non è nient’altri che Wilfred figlio di Cedric: meglio ancora, egli è Wilfred d’Ivanhoe.
Postilla: la sfida dell’arco è vinta dal cavalleresco Locksley il cui tiro batte di gran lunga quello di Hubert, guardiacaccia di Giovanni ma ne riparleremo…

Gigi Proietti e il Cavaliere Nero
Gigi Proietti e il Cavaliere Nero

TERZO TEMPO

Nella gran confusione che segue il torneo, anche noi seguiamo diverse linee narrative. Per fortuna i mascalzoni del mercenario Maurice De Bracy, innamorato di Lady Rowena, si uniscono ai mascalzoni del templare Bois-Guilbert, innamorato dell’ebrea Rebecca: rapiscono Rowena insieme al padre e allo spasimante Athelstane. Nel mucchio rapiscono anche l’ebreo Isaac e la figlia Rebecca che, nel frattempo, cura Ivanhoe ancora ferito e convalescente in seguito al torneo.

Da una finestra del castello di Torquilstone dove sono prigionieri, Rebecca narra a Ivanhoe le gesta dei cavalieri venuti a liberarli. Fra i buoni ci sono i fedeli di Cedric che hanno fatto squadra con la banda dei fuorilegge di Locksley. Fermiamoci su questo brigante gentiluomo: egli ha un trono silvestre e un cappellano ubriacone conosciuto come chierico di Copmanhurst. L’eremita ha dato ospitalità al Cavaliere Nero che dunque decide di unirsi alla comitiva e in battaglia si distingue particolarmente fino a farsi conoscere come Cavaliere del Lucchetto.

Il folle giullare Wumba si traveste da prete e salva il suo padrone Cedric, ma Athelstane ci lascia le penne. Fra i cattivi Front-de-Beouf viene fatto prigioniero mentre Ulrica, la vera proprietaria del castello che soleva violentare, finisce pazza e bruciata insieme al maniero di famiglia. Bois-Guilbet se la dà a gambe e si porta sulle spalle il proprio bottino: Rebecca.

Roger Moore è Ivanhoe
Roger Moore è Ivanhoe

IL TEMPO DI ROBIN HOOD

Nel rifugio di Locksley finiscono due prigionieri ben diversi: il priore Aymer e l’ebreo York, che vengono giocati per riscattarsi vicendevolmente. Due rivelazioni: il Cavaliere Nero o Cavaliere del Lucchetto è Riccardo Cuor di leone, di ritorno dalla Terza Crociata e dalla prigionia del Duca d’Austria. Si rivela all’insolente quanto generoso Locksley e questi gli rivela di essere il famigerato Robin Hood. Non sorprendetevi allora se il chierico ubriacone è Fra Tuck.
L’ultima parte si consuma nella precettoria di Templestowe che è la sede dei Templari. Vi è in visita il Gran Maestro il quale non vede di buon occhio l’infatuazione del templare Bois-Guilbert verso l’infedele Rebecca. L’intermediazione del precettore Alberto de Malvoisin lo convince che il cavaliere è stato stregato. Dunque si indice il processo alla strega, ma prima che la pira venga accesa accorre il campione che la libererà. Sebbene non si è ripreso del tutto, egli annuncia: “io sono Ivanhoe” e ci immaginiamo la carrellata a stringere sul suo primo piano.

Athelstane di Coningsburgh è ancora vivo e rinuncia a Lady Rowena. Cedric, convinto da Riccardo d’Inghilterra, acconsente che la sua pupilla si sposi con il figlio Wilfred. Rebecca e suo padre partono per la Spagna. E’ anche la fine di Giovanni Senza terra e delle sue mire usurpatrici.

Michael McShane è Fra Tuck
Michael McShane è Fra Tuck

ISPIRAZIONI

La fortuna di Ivanhoe è stata tale che ne hanno tratte ben due opere liriche, una addirittura musicata dal nostro Gioacchino Rossini. Tre versioni cinematografiche, due delle quali uscite nello stesso anno (1913) cioè Ivanhoe, ovvero: Riccardo cuor di leone di Leedham Bantock e Ivanhoe di Herbert Brenon. La versione più famosa (e smagliante) è però quella omonima (1952) diretta da Richard Thorpe nominata a tre Premi Oscar (fra i quali miglior film): nel cast principale i divi Robert Taylor (Wilfred), Elizabeth Taylor (Rebecca) e Joan Fontaine (Lady Rowena).

Diversi sono stati i volti televisivi di Ivanhoe, il primo dei quali Roger Moore quando ancora non era diventato 007 nella serie tv britannica del 1958, e dopo James Mason nel film tv (1982) di Douglas Camfield. Ah, c’è stata anche una serie a cartoni animati di produzione francese.

Elizabeth Taylor è Rebecca
Elizabeth Taylor è Rebecca

CONCLUSIONI

Il racconto risulta lento in moltissimi punti e soprattutto non c’è quell’attenzione nel coinvolgimento con il personaggio che vada al di là di una generica empatia. Il vero fulcro del romanzo non è però Ivanhoe o gli altri milioni di personaggi, ma la divisione inglese fra normanni e sassoni. Due popoli in guerra, due lingue diverse. Cedric il Sassone aveva esiliato il figlio perché aveva seguito il re normanno Riccardo, ma è grazie al matrimonio fra Wilfred e Lady Rowena che, alla fine, anche le due anime inglesi, quella sassone e quella normanna, potranno fondersi in un’unica nazione.

Suggestive le descrizioni degli ambienti e dei costumi: ci appaiono così primitivi da sembrare ambientate nel mondo di Vikings. Solo che ospitano situazioni eccessivamente romantiche e al limite del fiabesco per essere “realmente” storiche.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Ivanhoe di Walter Scott, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: venerdì 21 dicembre 2018.

Vikings
Vikings

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