LA FRATELLANZA DELLA SACRA SINDONE di Julia Navarro

LA FRATELLANZA DELLA SACRA SINDONE di Julia Navarro

GLI UOMINI IN NERO

Fra tutti quelli d’Europa, il Duomo di Torino è quello con il più alto numero di incidenti. Da secoli è esposto a frequenti incendi e tentativi di furto per mano di uomini in nero, senza lingua e senza impronte digitali. Secondo alcuni, vogliono mettere le mani sulla Sindone: la più importante reliquia della Cristianità, donata tempo addietro da Casa Savoia al Vaticano e conservata nella cattedrale.

Questa almeno è l’ipotesi (complottista) del capitano Marco Valoni, capo del Comando per la tutela del patrimonio artistico, chiamato a indagare insieme alla sua squadra affiatata, e coadiuvato dalla storica dell’arte Sofia Galloni. Nonostante la smentita scientifica del carbonio 14, Valoni ha fede e crede che l’uomo della Sindone sia il Figlio di Dio. Fra i suoi maggiori sospettati abbiamo padre Yves della cattedrale e Umberto d’Alacqua, un imprenditore che si occupa della ristrutturazione dell’edificio. Quel che salta fuori è che sono due, e non una, le sette segrete che combattono lungo i secoli per il possesso della Sindone: una è quella dei Templari che vuole proteggerla, l’altra è la Comunità crisitana di Urfa che vuole riprendersela…

La fratellanza della Sacra Sindone_Libri Senza Gloria
La fratellanza della Sacra Sindone_Libri Senza Gloria

La fratellanza della Sacra Sindone (2005) è l’esordio nella narrativa di Julia Navarro, giornalista e commentatrice televisiva, autrice di numerosi saggi politici. Il romanzo in questione è stato coronato da uno dei più straordinari successi degli ultimi anni in Spagna.

GLI APOCRIFI

I capitoli sull’indagine al tempo presente si alternano a quelli di Abgar, re di Edessa, che vorrebbe incontrare il Nazareno, acclamato Figlio di Dio, per farsi guarire da una malattia di natura sessuale. Gesù morirà in croce ma Giuseppe di Arimatea gli avvolgerà intorno un sudario: su di esso rimarrà impressa l’immagine del Signore. Abgar sarà miracolosamente guarito dal sudario del Signore e darà avvio all’opera di custodia segreta della Sindone attraverso i secoli. Quando Abgar muore e suo figlio Maanu eredita il regno, come prima cosa decide di estirpare la comunità cristiana. Josar, Marzio e Taddeo mettono in salvo la Sindone, e sono i primi a tagliarsi la lingua pur di non rivelare informazioni vitali neppure sotto tortura. La Comunità cristiana di Urfa è composta dai loro discendenti.

Quando le truppe dell’imperatore di Bisanzio, Romano Lecapeno, saccheggiarono Edessa, misero le mani anche sulla Sindone. La storia prosegue fino a quando Baldovino, l’imperatore di Costantinopoli, decide di rivendere la Sindone per pagare i suoi debiti, ed è qui che entra in gioco l’Ordine dei Cavalieri Templari. Per andare poi a parare, chiaramente, dalle parti di Jacques de Molay, ultimo Grande Maestro, quando Filippo IV di Francia, conosciuto come Filippo il Bello, scioglie l’Ordine accusandolo di sodomia e idolatria, mandando al rogo gli ultimi Templari. A quale scopo? Per mettere le mani sul loro oro, ma in particolare sulla Sindone. I Templari di oggi sono composti dai loro discendenti.

La Sindone di Torino

DAL MANDYLION ALLA SINDONE

La storia di Abgar di Edessa narrata dall’autrice è stata una reinterpretazione romanzata di quanto riportato nei vangeli apocrifi. Negli atti di Taddeo del III-IV secolol’apostolo Giuda Taddeo scrive (in greco) di quando lui stesso era stato inviato a Edessa dal re Abgar con un’immagine di Cristo per guarirlo dalla sua malattia; in seguito Taddeo rimane in città e vi fonda una chiesa. Questo testo è ritenuto la riscrittura del testo siriaco Dottrina di Addai (un aprocrifo del Nuovo Testamento), il cui protagonista sarebbe stato uno dei settanta discepoli di Gesù, ovvero Addeo (Addai, nome siriaco corrispondente a Taddeo), riferito a Taddeo di Edessa, poi confuso con l’apostolo Giuda Taddeo. Tale sovrapposizione è avvenuta dopo una delle visioni di Anna Caterina Emmerich, che avanzava la tesi secondo la quale fosse stato Giuda Taddeo e non Taddeo di Edessa a guarire re Abgar V dalla lebbra.

Re Abgar V aveva scritto una lettera a Gesù Cristo per invitarlo a Edessa. La tradizione cristiana vuole che Gesù gli rispose spiegando di non poter predicare fuori della Terra d’Israele ma promettendo di inviare uno dei suoi discepoli dotato del suo stesso potere. Dopo la resurrezione Tommaso apostolo invia il discepolo Addai-Taddeo a re Abgar, il quale è guarito dal mandylion che Addai porta con sé, e con esso lo converte, seguito da tutta la città. Il mandylion (o immagine di Odessa), secondo il termine greco per indicare l’abito ecclesiastico, è la leggendaria raffigurazione del volto di Gesù che si credeva dipinta dal vivo da Hannan, l’archivista di corte che ritrasse il Messia durante la sua visita. L’immagine fu per la prima volta dichiarata “opera divina” e “non realizzata da mani umane” (acheropita) dallo storico ecclesiastico Evagrio Scolastisco; se ne persero le tracce a Costantinopoli quando venne saccheggiata nel corso della Quarta Crociata.

Per alcuni studiosi non si tratta dello stesso telo noto oggi come Sindone di Torino. Diversa è la tesi di Julia Navarro, che pone un misterioso individuo di nome Addaio a capo di una secolare setta con sede nella odierna città turca di Urfa, un tempo conosciuta come l’antica città mesopotamica di Edessa.

Julia Navarro

CONCLUSIONI

La fratellanza della Sacra Sindone si incanala nel filone inaugurato da Dan Brown, pur senza possederne le stesse capacità narrative. Infatti, contrariamente a quanto ci si aspetta, il romanzo è poco action e molto soap, mentre tutta la suspense è demandata alle sequenze storiche. I continui salti temporali fra i due spazi paralleli possono però sviare l’attenzione. La documentazione storica c’è ma neppure molto approfondita, tanto da rendere inverosimile l’intreccio stesso. Discorso a parte per il colpo di scena finale, cui bisogna riconoscere un seppur minimo coinvolgimento.

La Torino che fa da sfondo a questo thriller storico a base di crociati non si vede, nel senso che potrebbe essere un’altra città e non farebbe alcuna differenza. I dialoghi sono disincarnati, come se si trattasse di un copione teatrale, ma soprattutto sono didascalici, pronunciati da personaggi se vogliamo caricaturali. Un’occasione sprecata.

Finito di leggere: mercoledì 22 settembre 2021.

Nel salutarvi, vi invito a leggere La fratellanza della Sacra Sindone di Julia Navarro, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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