NORMAL PEOPLE: a sorpresa due corti sequel

NORMAL PEOPLE: a sorpresa due corti sequel

Normal People, la serie TV Hulu tratta dall’omonimo romanzo di Sally Rooney (uscita il 26 aprile nel Regno Unito (ulla piattaforma di streaming iPlayer di BBC Three e il 29 aprile negli USA) avrà un sequel formato da due cortometraggi comici. Intitolati Normal Older People, sempre diretti da Lenny Abrahamson, vede il ritorno degli attori principali, Daisy Edgar-Jones e Paul Mescal, per raccontarci cosa è accaduto ai loro personaggi, Marianne e Connell, quaranta anni dopo i fatti dello show. I due corti verranno trasmesi oggi da un canale irlandese all’interno del programma Comic Relief.

La serie principale è composta da dodici episodi della durata di trenta minuti ciascuno; prodotta da Element Pictures e BBC Three, scritta dalla stessa Rooney insieme ad Alice Birch e Mark O’Rowe; gli episodi sono stati diretti da Lenny Abrahamson. Starzplay ha acquisito i diritti per la distribuzione della miniserie nei Paesi europei (compresa l’Italia)

Ecco la sinossi ufficiale da Amazon: “Connell e Marianne frequentano la stessa scuola di Carricklea, un piccolo centro dell’Irlanda rurale appena fuori Sligo. A parte questo, non hanno niente in comune. Lei appartiene a una famiglia agiata e guasta che non le fa mancare nulla tranne i fondamenti dell’amore e del rispetto. Lui è il figlio di una donna pratica e premurosa che per mantenerlo fa la domestica in casa d’altri (quella della madre di Marianne). Nell’inventario di vantaggi e svantaggi, l’inferiorità economica di Connell è bilanciata sul piano sociale. Lui è il bel centravanti della squadra di calcio della scuola e fra i compagni è molto amato, mentre Marianne, che nella pausa pranzo legge da sola Proust davanti agli armadietti, è quella strana ed evitata da tutti. Se la loro fosse una battaglia, o anche solo una sequenza di scaramucce amorose, si potrebbe dire che le frecce al loro arco si equivalgono. Ma Connell e Marianne sono «come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l’una vicino all’altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili»: nella loro crescita, si appoggiano e si scavalcano, si fanno molto male ma anche molto bene, e la sofferenza che si procurano non è che boicottaggio di sé. Certo, la ferocia informa tutti i rapporti di potere che vigono fra i personaggi, nella piccola scuola di provincia come nel prestigioso Trinity College cui entrambi i ragazzi accedono, nelle dinamiche di genere come negli equilibri famigliari. Perfino in quelle dicotomie sommarie che tanto Connell quanto Marianne subiscono, e in cui essi stessi indulgono: quelle fra persone gentili e persone crudeli, fra brave persone e persone cattive, corrotte, sbagliate, fra persone strane e persone normali. In un modo o nell’altro entrambi aspirano alla normalità, Connell per un’innata benché riprovevole pulsione di conformità, Marianne forse per sfuggire a quella cruda e pervasiva sensibilità che tanto dolore le causa e che facilmente vira all’autodistruttività. C’è Jane Austen in queste pagine, la forza del suo dialogo, la violenza sotterranea delle sue relazioni, e l’omonimia di Marianne con l’eroina del suo romanzo piú celebre ne è un indizio. Per anni Marianne e Connell si ruotano intorno «come pattinatori di figura», rischiando la vita e salvandosela, chiedendosi, promettendosi, negandosi, dimostrandosi che quella che li lega è una storia d’amore.”

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