FRIENDS, AMANTI E LA COSA TERRIBILE di Matthew Perry

FRIENDS, AMANTI E LA COSA TERRIBILE di Matthew Perry

LIKE US

Matthew Perry, di origini americano-canadesi, è stato non solo attore, ma anche produttore e drammaturgo. La sua autobiografia, pubblicata da noi con La nave di Teseo, e con la prefazione dell’amica e compagna di set Lisa Kudrow, mette a nudo la brillante star dell’amatissima sitcom andata in onda per dieci stagioni tra il 1994 e il 2004 in 220 Paesi del mondo. In una parola: Friends.

Da quando è stato pubblicato nel 2022 da Macmillan, Friends, Amanti e la Cosa Terribile è diventato un bestseller nelle classifiche di Amazon e del New York Times. Un libro che ci fa scoprire chi fosse davvero Perry lontano dai riflettori, portandoci sì nel dietro le quinte del suo lavoro, ma pure senza nascondere i retroscena della sua dipendenza. Quella che lui definisce la “Cosa Terribile“.

FRIENDS

L’evento più traumatico della sua vita passata, tanto da tornare spesso a ridefinire le sue esperienze future, è quando a soli cinque anni la madre single lo spedì dal padre aspirante attore su un aereo tutto solo come “minore non accompagnato”. L’autore fa riferimento a questo trasferimento (nella fattispecie, da Montreal a Los Angeles) sostenendo che in futuro sarebbe stata una propensione, al ché la Traduttrice ci viene in soccorso specificando in Nota: “in originale il termine per trasferimento è “geographic”, usato per descrivere la propensione degli alcolisti a spostarsi o traslocare nel tentativo di un nuovo inizio, di una ripartenza, invece che dedicarsi a un lavoro interiore“. Questo per dire qual è il punto di vista prominente dal quale viene raccontato quello che Perry si rifiuta di definire il suo “memoir“.

Friends, amanti e la Cosa Terribile_Libri Senza Gloria
Friends, amanti e la Cosa Terribile_Libri Senza Gloria

Qui inizia infatti il suo percorso sia personale sia professionale: da un desiderio di riconoscimento in famiglia che si trasformò in ambizione. A quattordici anni raggiunse la fama come tennista canadese, ma non facendo altro che allargare il suo vuoto interiore. Poi raggiunse il padre in California, dove maturò l’idea di diventare un attore acclamato.

L’esordio arrivò presto, così come l’amicizia con River Phoenix, ma anche la paura dell’impotenza, persa insieme alla verginità grazie a Tricia Fisher (sorella di Carrie). Il suo gruppo di amici stretti fu composto da una serie di altre celebrità incontrate lungo il suo cammino, come Hank Azaria, David Pressman e Craig Bierko, tutti talentuosi e divertentissimi. A un certo punto almeno tre di loro si ritrovarono contemporaneamente in corsa per la parte di Chandler Bing nel pilota più caldo della stagione, Friends Like Us (che sarebbe diventata, semplicemente, Friends). Sin da subito Matthew sentì che quel personaggio lo rispecchiava quasi alla perfezione. Sebbene all’inizio non avesse alcuna chance, riuscì a conquistare il ruolo del co-protagonista e, a ventiquattro anni, realizzava il suo sogno più grande: entrare a far parte della serie televisiva più famosa al mondo. Hazaria, inizialmente tra i favoriti, finì invece per interpretare il fidanzato di Phoebe in qualche puntata vincendo addirittura un Emmy… mentre a Perry non gliene diedero mai uno.

AMANTI

Prima ancora di mettere piede sul set, Perry si era già preso una cotta, non ricambiata, per la co-star Jennifer Aniston. C’è spazio anche per l’amicizia con Bruce Willis, nata durante le riprese di FBI: Protezione Testimoni e per quella scommessa sul successo del film che portò Wills, perdendola, a comparire in tre puntate di Friends, e Perry a diventare il secondo attore in assoluto, dopo Michael J. Fox, ad avere una pellicola al primo posto della classifica cinematografica e contemporaneamente una sit-com in cima alle serie TV.

Tra le pagine l’autore sostiene che, osservando i mutamenti d’aspetto di Chandler nel corso della serie (ora magro ora gonfio, ora sbarbato ora con il pizzetto), è possibile capire le sostanze di cui abusava. Perché, come detto, questa è anche e soprattutto la sua storia di dipendenza da alcol e droghe. Infatti, insieme all’improvviso e immenso successo, iniziava anche la discesa, con le frequenti visite in ospedale, passando per un’esperienza di quasi morte, e poi la risalita, con il recupero della sobrietà.

In tal senso emblematico è il fidanzamento con Julia Roberts, che fu lui a mollare semplicemente perché non si riteneva alla sua altezza ed era certo che un giorno sarebbe stata lei a scaricarlo. Nel corso della sua vita Perry ha spesso ripetuto questo schema: si innamorava di qualcuno, e quando questa persona cominciava ad avvicinarsi veramente, lui temeva che potesse scoprire il suo bluff, ovvero di non essere abbastanza, e perciò subito scappava via. Sono state molte le sue relazioni andate a rotoli per questa ragione, compresa quella con Lizzy Caplan, che pure racconta senza però nominarla mai.

LA COSA TERRIBILE

Abbondano gli aneddoti personali, spesso divertenti (come quella volta che credette di trascorrere la serata con M. Night Shyamalan, regista de Il sesto senso), ma non molti sulla carriera e soprattutto su Friends come la gente si aspetterebbe (e quei pochi sono rivolti principalmente a coloro che già conoscono la serie). Sorprendenti le stoccate che riserva a Keanu Reeves e a Chris Farley, di cui Perry si è pentito successivamente al punto da dichiarare in pubblico la sua intenzione di voler rimuovere quei nomi nelle future ristampe.

I capitoli-flashback sulle esperienze passate sono inframmezzati da Interludi sul rehab al tempo presente. In tutto, Perry si è disintossicato più di settantacinque volte. La lotta contro l’alcolismo e la dipendenza dai farmaci, che risale sin dall’adolescenza, è fatta di tentativi disperati soprattutto contro se stesso, contro il corpo che allevia i dolori mentre letteralmente si auto-distrugge e perde i denti, contro la propria mente che prova tutte le volte (riuscendoci) a sabotare ogni tentativo di disintossicazione. Avere tutto (fama, soldi, donne) e non avere niente (tanti vuoti da riempire con alcol e droga).

La storia è sì avvincente, ma la scrittura ha una sincerità per niente scontata, che ti strugge, ti commuove, ti fa sorridere, tanto che sembra di sentire l’inconfondibile voce, esilarante e insieme familiare, di Chandler Bing. Ma poi ti accorgi che Perry era molto di più.

Si sa, i comici migliori non sono solo quelli che fanno ridere, ma anche quelli che ci illuminano sui lati più tragici della vita, come la malattia e la solitudine. Perciò Friends, amanti e la Cosa Terribile non è un libro soltanto per i fan.

CONCLUSIONI

L’andirivieni dei piani temporali, così come delle memorie, non fa che ricreare per il lettore quello stato di confortevole tepore di una sbronza che ti annebbia la vista, ti toglie i punti di riferimento ma in qualche modo ti fa star bene. Perry era una star che cercava di nascondere agli occhi del pubblico e degli amici la sua sofferenza, ogni volta si è rialzato e ha provato ad essere d’aiuto come avrebbe fatto un bravo AA (Alcolista Anonimo).

La consapevolezza raggiunta, sommata all’umorismo di sempre e a una scrittura schietta, fanno di quest’opera un’autobiografia straordinaria ma anche manuale d’aiuto per chi sta lottando per sopravvivere. Non a caso il capoverso iniziale si conclude con le parole “E dovrei essere morto“. Tristemente, il libro è stato dato alle stampe un anno prima della sua effettiva scomparsa, avvenuta per una overdose di farmaci.

Matthew non era ancora uscito dal tunnel, o forse ci era ricascato, per questo le confessioni coraggiose che riempiono il suo libro si elevano a monito per il futuro e a messaggio di speranza oggi più che allora.

Finito di leggere: sabato 27 giugno 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere Friends, amanti e la Cosa Terribile di Matthew Perry, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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