IL CODICE DEL QUATTRO di Ian Caldwell e Dustin Thomason

IL CODICE DEL QUATTRO di Ian Caldwell e Dustin Thomason

UN ESORDIO DA 4 MILIONI DI COPIE

Ian Caldwell è uno storico, Dustin Thomason è un medico: i due sono amici dall’età di otto anni, sono cresciuti insieme nella contea di Fairfax in Virginia. Appena dopo la laurea hanno scritto insieme il loro primo libro, Il codice del quattro (2004) un caso letterario che è stato tradotto in oltre venticinque lingue, ha venduto oltre quattro milioni di copie in tutto il mondo, ed è stato per mesi ai vertici delle classifiche (addirittura 49 settimane nella lista dei bestseller del New York Times). Accolto come il nuovo Codice da Vinci per il simile stratagemma di insegnare la storia attraverso una trama immaginaria (anche se il libo di Dan Brown è stato pubblicato giusto l’anno prima), il New York Times Book Review lo ha definito “il definitivo libro di rompicapi“. Inevitabile però riconoscere il suo debito anche con Il nome della rosa. Curiosi? Scopriamo più nel dettaglio il romanzo d’esordio di maggior successo degli anni Dieci.

Thomason ha scritto almeno un altro bestseller (12.21, incentrato sulle profezie della fine del mondo nel 2012), è tra i creatori della serie televisiva Castle Rock dedicata all’universo narrativo di Stephen King, ed è il produttore esecutivo di numerose serie tra le quali Lie to me. Caldwell ha scritto invece un altro romanzo soltanto, Il quinto vangelo, in cui due fratelli esplorano il Diatessaron, il “quinto vangelo“. Da giovani i due hanno lavorato a stretto contatto per un’estate, poi per telefono e online per i cinque anni successivi, fino a portare alla luce Il codice del quattro.

IL NOME DEL RINASCIMENTO

E’ la Pasqua del 1999, l’11 settembre è alle porte ma i protagonisti non lo sanno ancora. La storia è raccontata dal punto di vista di Tom Corelli Sullivan (il secondo nome viene proprio dal misconosciuto musicista italiano), uno studente universitario di Princeton. Fra gli studenti con i quali divide la camera c’è Paul Harris, orfano nel segno di Oliver Twist, impegnato per la sua tesi di laurea a sviscerare i misteri dell’Hypnerotomachia Poliphili. Letteralmente “Sogno della lotta d’amore di Polifilo“, si tratta di uno dei più criptici testi del Rinascimento italiano: è una storia semplice ma raccontata in maniera complessa, tanto da essere considerata un’enciclopedia in forma di romanzo scritto in più lingue contemporaneamente (italiano, latino, aramaico, persino geroglifici, ecc.). Il padre di Tom era un docente dell’università statale dell’Ohio, fissato con l’Hypnerotomachia prima di morire in un incidente stradale in cui era stato coinvolto anche il figlio: gli lascia in eredità un libro, il Documento Belladonna, che all’epoca sconvolse il mondo accademico.

Il codice dei quattro_Libri Senza Gloria
Il codice dei quattro_Libri Senza Gloria

Tom e Paul sono ossessionati da questo misterioso libro, che sconvolgerà le loro vite insieme a quelli di altri due laureandi: Gil è l’aristocratico presidente dell’esclusivo club Ivy League, con una fissa per i film con Audrey Hepburn, mentre Charlie è il ragazzo afroamericano che deve sgobbare più degli altri per via del colore della pelle. La ragazza di Tom si chiama Katie ed è un’appassionata di fotografia del secondo anno, anche lei non rimarrà fuori dai giochi. Le cose si fanno serie quando qualcuno nel college comincia a uccidere le persone legate al libro maledetto, come appunto ne Il nome della rosa. Oltre agli studenti, sono coinvolti professori universitari che vogliono far tornare alla luce misteri perduti nel buio dei secoli, non per amore della verità ma per conquistare gloria e fama accademica.

IL CODICE DI DECRIPTAZIONE

Il romanzo si apre con l’Elegia per il lettore presa proprio dall’Hypnerotomachia. La Nota Storica ci fa sapere che solo dopo il successo de Il codice del quattro è stata pubblicata la prima traduzione inglese completa dell’Hypnerotomachia Poliphili, romanzo allegorico che l’opera di Caldwell/Thomason attribuisce esclusivamente a Francesco Colonna, ma noi sappiamo che è stato attribuito nel tempo anche a vari altri autori (fra cui il tipografo veneziano Aldo Manuzio, il più importante del tempo, che pare lo abbia dato alle stampe, e Lorenzo de Medici). L’attribuzione a Francesco Colonna è dovuta a un acrostico contenuto nel testo: se unite le iniziali di ciascuno dei 38 capitoli di cui si compone, verrebbe fuori il suo nome. Ma quale Francesco Colonna? Il frate domenicano veneziano accusato di furto e reo confesso di stupro, oppure il principe romano “frate” dell’Accademia di Pomponio Leto?

I segreti dell’incunabolo più prezioso e più oscuro del mondo occidentale, il cui numero di copie sopravvissute è inferiore a quello della Bibbia di Gutenberg, potranno essere decifrati solo dopo la risoluzione di alcuni indovinelli e acrostici nascosti al suo interno. Il titolo Il codice del quattro, che cita direttamente quello di Da Vinci, si riferisce proprio al sistema di decodifica usato per risolvere gli enigmi disseminati nel testo.

Tom Hanks Robert Langdon
Tom Hanks è Robert Langdon

Il libro originale è inoltre arricchito da 169 splendide xilografie in gran parte ispirate all’idea di giardino rinascimentale, e comunque parecchio audaci, tanto che negli anni sono state censurate, oscurate e addirittura strappate: Il codice del quattro ne riporta alcuni esempi.

CONCLUSIONI

L’intricato labirinto “intellettuale” proposto dall’Hypnerotomachia si intreccia e sovrappone a quello fisico che si muove al di sotto di una delle più prestigiose università americane. Il manoscritto maledetto intreccia genio e follia, avendo ripercussioni sui suoi stessi lettori: il rapporto traumatico con i genitori, la storia d’amore tormentata… la decriptazione passa anche allora per i sentimenti umani. Le informazioni vengono rilasciate lentamente, per centellinare la suspense, ma il romanzo non riesce a liberarsi dal fardello dello spiegone finale.

Il codice del quattro è un romanzo fantastorico che combina elementi action con quelli del college drama, il classico romanzo di formazione o, per dirla all’americana, del coming of age. Conosciamo le usanze universitarie, ci muoviamo fra le citazioni culturali più disparate, ma non si ha mai la consapevolezza di star leggendo un testo erudito: anzi. Questa è semmai una storia molto umana, quella di un’ossessione travolgente, di quelle che ti consumano la vita.

Finito di leggere: martedì 5 ottobre 2021.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Il codice del quattro di Ian Caldwell e Dustin Thomason, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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