IL MISTERO DI CASA GARDEN di S.S. van Dine

IL MISTERO DI CASA GARDEN di S.S. van Dine

S.S. van Dine è uno degli autori più importanti nella storia del romanzo giallo, seppur nessuno degli estimatori delle sue qualità letterarie lo consideri un capostipite al pari di gente come Arthur Conan Doyle o Raymond Chandler. Ma di certo il suo personaggio originale, Philo Vance, che piaccia o meno, è uno dei detective più affascinanti che siano mai apparsi nell’ambito della narrativa gialla. Una presenza talmente forte da far sparire tutte le figure che compaiono al suo fianco.

Nel nono romanzo della serie, Philo Vance ha appena pranzato in casa sua assieme al suo amico e avvocato van Dine, nostro narratore, e a John F.X. Markham, all’epoca (come in tutti i romanzi precedenti) Procuratore Distrettuale di New York, quando il maggiordomo Currie riferisce una telefonata anonima. A Vance bastano pochi indizi per capire che ad aver chiamato è stato il dottor Miles Siefert, medico curante di casa Garden. Poiché Vance conosce personalmente Floyd Garden, rampollo del famoso professor Ephraim Garden e di sua moglie Martha, così come suo cugino Woode Swift, e dal momento che entrambi gli sono noti come scommettitori delle corse di cavalli, oltre che giocatori incontrati al Casino di Kincaid (già al centro di Signori, il gioco è fatto!, leggi QUI la recensione), decide dunque di recarsi alla suddetta Casa. Una dinamica che ricorda proprio “il delitto del Casinò”, quando Vance aveva similmente ricevuto l’imbeccata per mezzo di una lettera anonima.

Altri amici di casa Garden sono Zaia Graem e l’aspirante attrice Madge Weatherby, Cecil Kroon e l’appassionato di corse di cavalli Lowe Hammle, senza dimenticare il maggiordomo Sneed e (l’evocato) allibratore Jacob Hannix. Nell’attico di New York molti di loro si riuniscono, insieme a Vance e van Dine, per ascoltare i risultati delle corse dei cavalli. Tutti scommettono, ma è il cugino Swift a rimetterci una fortuna: così poco dopo trovano il suo corpo, morto suicida. O almeno è quel che sembra a tutti, tranne che a Philo Vance. Subito capisce che l’omicidio ha che fare con le ultime ricerche del professor Garden, il grande chimico dell’Università di Stuyvesant, riguardanti le radioattività del sodio (con tutte le implicazioni mediche del caso).

Il mistero di Casa Garden_Libri Senza Gloria
Il mistero di Casa Garden_Libri Senza Gloria

CONCLUSIONI

Il “Mistero di casa Garden” verrà così chiamato dalla cronaca non solo perché colpì la casa del professor Garden, ma anche perché il luogo della tragedia fu proprio il bellissimo giardino pensile situato sopra l’appartamento dello scienziato. La prima edizione italiana, per non perdersi il gioco di parole, titolò il romanzo con Il mistero della casa Giardino.

Siamo a metà ad aprile, e con la primavera non sbocciano solo i fiori… Persino un uomo logico fino all’impersonalità come Vance si misura, per la prima volta nella sua vita, con un episodio sentimentale, a dimostrazione che l’irrazionale romanticismo può avere presa addirittura su di lui. Del resto se c’è una cosa che non è mai mancata a Vance, quella è l’ironia. Ed è in questo modo che l’investigatore si ritrova coinvolto sentimentalmente: l’oggetto del desiderio è la signorina Bernice Beeton, infermiera di casa Garden, che attira la sua attenzione come mai prima d’ora nessun’altra rappresentante del gentil sesso. O almeno, è quello che sembra a tutti.

Ne fu tratto un film, La volontà occulta (1936) di Edwin L. Marin, con Edmund Lowe nel ruolo principale, ma poco fedele alla trama del romanzo. Il libro presenta comunque un intreccio meno complesso del solito, ma il finale è anche uno dei più emozionanti. Una lettura affascinante, come sempre.

Finito di leggere: venerdì 18 settembre 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere Il mistero di casa Garden di S.S. van Dine, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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