LA CORONA SPEZZATA di Claudio Chillemi
IL RITORNO DEL RE
Il romanzo La corona spezzata è la gloriosa conclusione dell’epica trilogia fantasy su Federico II iniziata con L’aquila nera (leggi QUI la recensione) e proseguita con L’isola di cristallo (leggi QUI la recensione). L’autore Claudio Chillemi, insegnante e autore pluripremiato di numerosi racconti e romanzi, è una presenza frequente di questo blog (leggi la recensione dei romanzi fantascientifici QUI di Katàne e QUI di Kronos, e dei suoi racconti QUI in Trinacria Station e QUI in Dieselpunk).
La Sicilia medievale torna teatro di guerre umane e minacce sovrannaturali. Federico, figlio di Costanza e di Enrico di Hohenstaufen, progenie di Federico detto il Barbarossa, è un bambino, sì, ma garbato e forte, nonché dotato di coraggio e saggezza in egual misura. In quest’ultima avventura dovrà rispondere alla chiamata del destino per trasformarsi alfine in un vero re.
L’AVVENTURA SI FA IN TRE
Gentile da Manupello e il precettore Mastro Guglielmo accompagnano il giovane Federico dalle parti di Castronuovo di Sicilia ovvero Henna. La missione è quella di liberare Ruggero il pugliese dall’esercito tedesco di Diopold Von Schweinspeunt, luogotenente del loro arcinemico, il condottiero redivivo Markwald di Anweiler, ritardato da una malattia ai reni. Insieme al giovane sovrano normanno tornano anche l’arabo Hamed e Agata, la majara capace di manipolare le menti, con i suoi figli (Miriam e Samir).

In direzione opposta i papisti hanno invece catturato Argo, il cucciolo di gigante, che è quindi ora in mano all’altro arcinemico, Lorenzana y Salas. Questi agisce per conto del Pontefice Innocenzo III, al secolo Lotario Conte dei Segni, che nel suo palazzo è ancora perseguitato dalle apparizioni ectoplasmatiche della regina Costanza. L’inviato papale Lorenzana è convinto di poter dominare il giovane ciclope Argo servendosi di una bellissima strega nera, Machedà. Prima di diventare schiava, ella apparteneva a una delle più antiche e nobili famiglie etiopi, discendendo direttamente da re Lalibea di Etiopia. Ora, sempre accompagnata dai due colossi Jemal e Assad e dalla sua mentore e amica Exel, Machedà si serve di un libro magico rilegato in pelle dove, tra gli altri, è racchiuso il sortilegio che può teletrasportare chiunque si desideri. Bisogna capire dunque a chi sarà fedele la potente Machedà.
Nel frattempo Goffredo di Hauteville il normanno, nonché cugino di Federico, si ritrova sulle spiagge di Milazzo con il prodigioso pescatore Nicola Colapesce. I due non devono vedersela con intrighi politici ed eserciti invasori, ma con una magia oscura: ovvero con l’alter ego demoniaco di Goffredo. Un suo doppio malvagio che, letteralmente, fa terra bruciata intorno a Federico. Nato da una marabecca per scissione di Goffredo, il doppelganger può essere sconfitto solo riportandolo nella marabecca madre, un liquido nero di lovecraftiana memoria, che si annida alle Aegaztes, ovvero le Isole Egadi, e precisamente in una grotta a Phorbantia, l’attuale Levanzo.
TRA CIELO E TERRA
Questi sono i tre fronti principali dell’avventura, ma molti altri sono i personaggi da seguire. Il cancelliere Gualtiero della Pagliara, l’avventuriero e soldato di ventura Guglielmo da Capparone, ma anche i due bravi e fedelissimi amici pescatori Alfredo e Michele oltre all’affezionato barone di Villachiara. Se veniamo a scoprire che Ottone di Borgogna, il figlio minore di Federico il Barbarossa, creduto morto, aveva seguito le direttive del fratello Filippo di Hoenstaufen e preso il posto dell’Anweiler dopo il vero decesso di quest’ultimo, è pur vero che deve anche rivelarsi la vera identità di un altro Re di Sicilia, Tancredi di Hauteville. Come si intuisce, tra battaglie e incendi dolosi, ogni alleanza è pronta a vacillare.

Non solo, le forze del caos hanno anche una natura ultraterrena: come lo spettro dell’antenato Roger de Hauteville, che in passato sposò la regina Adelasia e generò Ruggero II primo re di Sicilia, sepolto a Patti, oppure il Sugghiu, leggendaria creatura del folklore siciliano a metà tra rettile e mammifero. Queste entità, per fortuna, non sono solo malvage, e su tutte ruberà la scena un felino parlante: questi ospita il potente spirito di Edoardo il Confessore, fatto santo da papa Alessandro III nonché nipote di Ruggero I. Siccome patrono della famiglia reale inglese, Edoardo fu un tempo gatto personale di Riccardo re d’Inghilterra prima che questi lo donasse alla Maga Saracena, figura ricorrente nei poemi cavallereschi, come la famosa Armida nell’Orlando Furioso e nella Gerusalemme Liberata, e qui ambigua vecchietta dalla parlata sghemba.
Un folto, variopinto e ricco cast corale si allarga e si stringe intorno all’infante, soprattutto quando dovrà fare sfoggio della sua lucidità tattica per la battaglia campale alla riconquista della sua capitale, Palermo, presa d’assedio mentre centinaia di infetti scappano dal Lebbrosario. Proprio nel finale infatti convergono in modo incalzante tutte le separate linee narrative fino a liberarsi in un climax imprevedibile ed emozionante. Questo è il momento in cui Federico dovrà dimostrare di poter difendere il popolo e saper riportare unità nel Regno.
CONCLUSIONI
La storia si chiude non con uno ma con multipli epiloghi, come si conviene alle storie colossali. L’indice presenta un interessante elenco delle Unità di misura utilizzate e le Note storiche (con le brevi biografie dei personaggi realmente esistiti).

Nonostante possa sembrare un racconto per piccolissimi, l’insieme di battaglie brutali, violenze inaudite e descrizioni cruente, avvicinano la lettura maggiormente a un pubblico di lettori adulti e giovani adulti.
Il terzo romanzo sullo stupefacente re bambino, per la capacità di saper equilibrare il reale e il fantastico, mixare lo storico con la finzione, e dosare toni cupi con quelli più leggeri, non solo è la degna conclusione della saga, ma anche e indubbiamente il suo apice.
Finito di leggere: lunedì 25 maggio 2026.
Nel salutarvi vi invito a leggere La corona spezzata di Claudio Chillemi, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.