LA FINE DEI GREENE di S.S. van Dine

LA FINE DEI GREENE di S.S. van Dine

E POI NON RIMASE NESSUNO

La sontuosa dimora all’estremità orientale della 53rd Street di Manhattan è simbolo del potere della famiglia Greene che la possiede. Secondo le volontà testamentarie del patriarca Tobias, morto da più di dieci anni, nessuno dei figli potrà abbandonare la casa per venticinque anni dopo la sua scomparsa, altrimenti l’intera eredità andrà perduta. Perciò all’interno del prestigioso palazzo convivono ancora la vedova e paralitica signora Greene insieme ai suoi numerosi figli, Chester e Rex, Julia e Sibella, e quella adottata, Ada, oltre a uno stuolo di domestici. Nottetempo un ladro entra in casa, e al piano superiore spara a due delle sorelle, uccidendo Julia e ferendo Ada.

Per Philo Vance l’ipotesi del furto è improbabile: l’astuzia gli suggerisce che si tratterebbe di un delitto premeditato. Le vittime però non finiscono qui, infatti le morti si moltiplicano insieme alle piantine della casa e delle sue varie camere. Tutti i familiari sono sospettati.

S.S. Van Dine continua ad essere l’io narrante nonché il braccio destro di Vance. Con lui torna tutto il cast di comprimari fissi: John F.X. Markham, procuratore della contea di New York, il sergente Ernest Heath e il vanesio dr. Doremus.

La fine dei Greene_Libri Senza Gloria
La fine dei Greene_Libri Senza Gloria

Difficilmente la narrazione si sposta fuori da New York, ma in questo caso Vance racconta di essere andato in treno a New Orleans per raccogliere delle informazioni. Si trova infatti dinnanzi a un rompicapo intellettuale, tra i più ingegnosi mai creati, che solo una brillante deduzione può portare alla soluzione imprevista.

CONCLUSIONI

Secondo Raymond Chandler, Vance è il “personaggio più pomposo e balordo dell’intera letteratura poliziesca”, sicuramente possiamo riconoscere che gli sia un aristocratico appassionato ed esperto intenditore e cultore di arte nonché genio poliglotta, e che in ragione di tutto ciò la sua intelligenza possa essere fraintesa con la spocchia. Bisogna anche dire che in un famoso saggio degli anni ’40 lo scrittore John Dickson Carr incluse questo romanzo nella lista dei dieci migliori gialli di tutti i tempi.

La fine dei Greene avrebbe dovuto concludere la trilogia pensata inizialmente dall’autore, ma il successo impose a lui e all’editore di proseguire la saga. Il romanzo fu del resto adattato nel terzo dei tre casi che compongono la miniserie televisiva Rai del 1974 con Giorgio Albertazzi, ogni caso suddiviso ciascuno in due episodi.

Il libro conta però più di un adattamento cinematografico: uno omonimo nel 1929 (il secondo film con William Powell protagonista) e un altro nel 1937 (Night of Mystery, diretto da Ewald André Dupont) con Grant Richards, ma di questa pellicola non esistono più copie, solo testimonianze indirette. Il più recente risale al 2002 ed è un film televisivo della Repubblica Ceca.

In questo giallo vecchio stampo i personaggi si intrecciano ai colpi di scena. Merito tutto della di van Dine, raffinata sia nel congegnare la trama poliziesca sia nel caratterizzare l’atmosfera.

Finito di leggere: mercoledì 18 marzo 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere La fine dei Greene di S.S. Van Dine, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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