LA PAZIENTE PRIVATA di P.D. James

LA PAZIENTE PRIVATA di P.D. James

LA PAZIENTE PRIVATA

Il comandante Adam Dalgliesh viene chiamato in causa per risolvere il caso de La paziente privata quando la vicenda è già ingranata e il lettore si trova a un terzo del romanzo.

Jessica Fletcher è m"La signora in giallo"
Jessica Fletcher è m”La signora in giallo”

Tutta la prima parte si è incentrata sulle condizioni generali che hanno portato al misterioso omicidio della giornalista d’inchiesta Rhoda Gradwyn. “L’impicciona” si trovava in convalescenza presso la signorile clinica privata / casa di cura Cheverell Manor nella contea del Dorset in seguito a un intervento chirurgico. E’ qui che il chirurgo George Chandler-Powell le ha fatto sparire una cicatrice risalente alla sua infanzia e causata da un padre padrone manesco e ubriacone.
La convocazione di Adam nella City lo interrompe nel momento in cui chiede la mano della “fredda” fidanzata Emma (conosciuta come indiziata d’omicidio nell’undicesimo caso della serie, Morte in seminario2001, seminario nel quale la bella dottoressa si trovava per condurre dei corsi sulla letteratura dell’anglicanesimo) al pretenzioso e altezzoso padre di lei, il professor Lavenham. Questi ha dato alla figlia un nome, Emma, che facilmente si presta in questa occasione per un romantico collegamento austeniano.

UN GIALLO DEDUTTIVO

A chiamare Adam è il vicecapo della polizia metropolitana Geoffrey Harkness, in procinto di andare in pensione come il “vecchioispettore Bloch di Dylan Dog. Perciò il libro “ricomincia” a questo punto presentandoci gli elementi che affiancheranno AD (Adam Dalgliesh) nella composizione della Squadra investigazioni speciali (quella riservata ai casi delicati): a questo giro i membri del team sono l’ispettrice Kate Miskin (sempre al fianco di AD, del quale è segretamente innamorata; è la donna con alle spalle un riscatto sociale degno del migliore Charles Dickens) e il sergente Francis Benton-Smith (comparso per la prima volta nel dodicesimo caso della serie, La stanza dei delitti2003).
Dunque, i sospettati riuniti di questo whodunit sono: il già citato chirurgo e proprietario dell’antica dimora di campagna, il suo vice Marcus Westhall con la sorella Candace, il cugino di questi Robin Boyton che soggiorna nel cottage degli ospiti e amico personale della vittima, la caposala Flavia Holland, l’amministrativa Helena Cressett precedente proprietaria dell’immobile, la contabile Letitia Frensham, l’altra paziente della clinica Mrs. Skeffington, il cuoco Dean Bostock con la moglie e suo vice Kim, tutti gli infermieri e gli anestesisti che vengono in autobus ma non dormono nella villa, quindi l’inserviente Sharon Bateman e il giardiniere Tom Mogwhorty con un debole per le sanguinarie storie di fantasmi. Guarda caso vicino alla clinica sorge un antico cerchio di pietre dove nel diciassettesimo secolo venne bruciata una giovane accusata di stregoneria: una Stonehenge di monoliti druidici che conferisce quel tocco superstizioso in pieno clima Outlander e al quale la polizia giudiziaria di New Scotland Yard dovrà far fronte adoperando gli inseparabili kit scientifici.

Le pietre di Outlander
Le pietre di Outlander

CHI E’ A.D.?

Non è un amministratore delegato, poco ma sicuro. Adam Dalgliesh è, per certi versi, il doppio speculare della sua autrice P.D. (James). Nel primo romanzo in cui compare, Copritele il volto (prima edizione del 1962, da noi pubblicato nel 1980), A.D. ha il grado di ispettore capo, a trentacinque anni è vedovo e ha perso una figlia, ma è anche un apprezzato poeta. Nel tempo abbiamo appreso come trascorra le vacanze da zia Jane (Per cause innaturali, prima edizione 1992 – il terzo caso), dalla quale ha ereditato una ricchezza in Norfolk (Una notte di luna per l’ispettore Dalgliesh, 1989 – l’ottavo caso) e di come abbia scoperto l’amore con Emma.
P.D. James lo ha reso protagonista di quattordici libri gialli dati alle stampe in quarantasei anni, intervallati da altri romanzi, racconti, saggi e la serie su Cordelia Grey (solo due volumi). Grazie alla sua longeva carriera investigativa, A.D. le ha fatto vincere ben tre Silver Dagger Award con la quarta, quinta e settima indagine: rispettivamente Scuola per infermiere (1971, da noi 1994), La torre nera (1972, da noi 1992) e Un gusto per la morte (1986, da noi 1994), quest’ultimo anche vincitore del Premio Macavity, quasi tutti finalisti dell’Edgar Award.

Il "vecchio" ispettore Bloch quando arriva la pensione
Il “vecchio” ispettore Bloch quando arriva la pensione

CHI E’ P.D.?

La paziente privata (prima edizione del 2008 con Faber and Faber, da noi pubblicato nel 2009 con Mondadori) è a tutti gli effetti l’ultima indagine di Adam Dalgliesh. Di certo ci avrebbe tenuto ancora per mano con altri casi se la sua autrice non fosse scomparsa nel 2014. All’anagrafe Phyllis Dorothy James (nata a Oxford nel 1920), ha lavorato nel British Civil Service e per il dipartimento di polizia e diritto penale del Ministero dell’InTerno, è stata commissario per la BBC e membro permanente della camera dei Lord dove militava fra i conservatori, ma soprattutto è stata la seconda penna britannica a essere insignita (nel 1987) del Cartier Diamond Dagger, una sorta di “premio alla carriera” assegnato annualmente dalla Crime Writers’ Association. Non è un caso se ancora oggi viene ricordata come “Lady Thriller“!

STILE

Le modalità del ritrovamento del cadavere della “paziente privata” ricordano quelle della prima e della seconda vittima che hanno tenuto impegnato Dalgliesh: Sally Jupp, morta nella ricca Martingale nel già citato Copritele il volto, e Emil Bondam, uccisa in una clinica psichiatrica in Una mente per uccidere (1963).

P.D. James
P.D. James

Come detto, la prima parte del romanzo può risultare noiosa per come indugia sulla vita della vittima e sulle sue relazioni, passate e vicine. In realtà racchiude in nuce lo stile inconfondibile di “Lady” P.D. James, stile che siamo meglio in grado di apprezzare nelle fasi successive.

Infatti l’addentrarsi e lo sciogliersi dell’intreccio non procede per un susseguirsi colpi di scena ma attraverso lunghe meditazioni e dettagliati interrogatori. Il giallo dalla “formula classica” (camera chiusa e ambiente isolato, la sfilata di indiziati e le prove dell’alibi, le atmosfere gotiche e anglofile, ecc.) viene però attualizzato in una “ambientazione contemporanea“: il racconto eccelle proprio per la commistione di vecchio e di nuovo dato da un lato dallo zelo descrittivo che richiede la campagna britannica (specchio come sempre di un approfondimento psicologico) e dall’altro dall’impatto tecnologico che richiede l’indagine moderna (senza concessioni alle efferatezze e al pulp). Se si tratta di un giallo british alla Agatha Christie, l’altra regina del giallo UK, è anche vero che non lo è più di tanto.

CONCLUSIONI

Forse più che nei precedenti romanzi qui la caratterizzazione di stampo vittoriano (con tanto di false aspettative e impercettibili menzogne) si intreccia con la trama complessa (più del solito). A ogni modo al termine del cupo mistero in terra piovosa a coinvolgere maggiormente il lettore non è il risolutivo e impeccabile Dalgliesh (il quale svela ogni dubbio a un passo dalla fine) ma sono i suoi collaboratori, più “umani” e meno intellettuali.
La scrittura “vecchia maniera” e la cura del contesto rallentano sì il ritmo, ma in fondo si sta bene in compagnia, soprattutto se in campagna, quando si ha tutto il tempo di questo mondo per farlo. Ad avercene scrittori ultraottantenni così! L’esergo è purtroppo è anche l’ultimo saluto di P.D. James che, con l’ultimo caso del suo amato A.D. ci consegna l’ultimo volume della sua lodevole detective fiction.

Nel salutarvi, vi invito a leggere La paziente privata di P.D. James, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: domenica 13 ottobre 2019.

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