LA STRANA MORTE DEL SIGNOR BENSON di S.S. van Dine

LA STRANA MORTE DEL SIGNOR BENSON di S.S. van Dine

IL GRANDE VANCE

L’agente di cambio Alvin Benson viene trovato morto in casa sua, con una pallottola in fronte. John F.X. Markham, procuratore distrettuale di New York, assegna il caso a Philo Vance. Ricco e raffinato, colto ed esperto d’arte, presuntuoso e un po’ snob, Vance è ancora uno dei detective più popolari e più amati, anche se non necessariamente dalla critica e da altri colleghi scrittori (si veda Raymond Chandler).

Quando Markham raggiunge Vance, lo trova in casa assieme al suo fedelissimo servitore inglese Currie e al suo avvocato S.S. Van Dine, nonché nostro narratore. Nell’introduzione l’autore precisa che quello di Philo Vance sia un nome di fantasia per proteggere la vera identità del personaggio, il quale adesso vive in Italia. In verità è quello di Van Dine ad essere lo pseudonimo di Willard Huntington Wright, critico d’arte e studioso di filosofia, con il quale firmò tutte le dodici affascinanti e complicate detective stories di Philo Vance. La collana curata da Marco Polillo per Mondadori le ripropone tutte in ordine cronologico, a partire da quello in questione. Dei classici della letteratura gialla, La strana morte del signor Benson (pubblicato per la prima volta nel 1926) è tra i romanzi più famosi, da molti considerato il migliore su Vance.

La strana morte del signor Benson_Libri Senza Gloria
La strana morte del signor Benson_Libri Senza Gloria

Tra gli altri personaggi ricorrenti di questa serie, facciamo subito la conoscenza di Ernest Heath, il burbero sergente della squadra omicidi del dipartimento di polizia di New York, e del dr. Emanuel Doremus, il medico legale. Ciascuno dei 25 capitoli di cui si compone l’opera riportano sotto il titolo la data e l’orario come fossero un diario, tanto che scorrendo le pagine (ma non in tutte le edizioni) si possono trovare anche note a fondo pagina di rimandi vari scritti dall’autore/biografo.

L’IRREPRENSIBILE VANCE

Tra le molte versioni (anche radiofoniche), i volti più celebri ad avere impersonato Philo Vance si ricordano William Powell, Warren William e Basil Rathbone. Il presente romanzo fu adattato per il cinema la prima volta nel 1930 (ma era la terza volta di William Powell nella parte del detective). Successivamente fu il primo dei tre casi scelti per la miniserie televisiva Rai del 1974 con Giorgio Albertazzi, ogni caso suddiviso ciascuno in due episodi.

Sebbene lo stile di scrittura sia molto elaborato, in realtà l’omicidio si rivelare semplice e lineare. La trama è tanto asciutta perché l’autore decide di concentrarsi maggiormente sul suo protagonista. Il metodo di Vance può risultare oggi un tantino datato in quanto risente sia di stereotipi sessisti sia di superate concezioni darwiniane (sebbene lo stesso Vance bolli come vecchie quelle lambrosiane). L’indagine scorre un interrogatorio dopo l’altro, senza annoiare mai, ed è quello che succede con i gialli psicologici fatti bene. I testimoni si rivelano d’altronde uno più reticente per l’altro, e senza che la polizia faccia granché per farli ricredere, tanto da sembrare una prassi dell’epoca.

Per fortuna c’era Philo Vance!

Finito di leggere: venerdì 16 gennaio 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere La strana morte del signor Benson di S.S. Van Dine, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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