LA VITA DI CHUCK: Mike Flanagan adatta il racconto di Stephen King

LA VITA DI CHUCK: Mike Flanagan adatta il racconto di Stephen King

Il prossimo film di Mike Flanagan per il grande schermo (dopo Doctor Sleep) è ancora una volta tratto da un racconto di Stephen King, La vita di Chuck, contenuto nell’antologia Se scorre il sangue. Flanagan sarà regista e sceneggiatore. I protagonisti sono Tom Hiddleston (il protagonista Charles Krantz, la cui vita viene raccontata al contrario: dalla morte per tumore al cervello sino all’infanzia in una casa infestata) e Mark Hamill (Albie).

Ecco la descrizione ufficiale da Amazon: “Ci sono diversi modi di dire, quando si parla di notizie, e sono tutti leggendari: «Sbatti il mostro in prima pagina», «Fa più notizia Uomo morde cane che Cane morde uomo» e naturalmente «Se scorre il sangue, si vende». Nel racconto di King che dà il titolo a questa raccolta, è una bomba alla Albert Macready Middle School a garantire i titoli cubitali delle prime pagine e le cruente immagini di apertura dei telegiornali. Tra i milioni di spettatori inorriditi davanti allo schermo, però, ce n’è una che coglie una nota stonata. Holly Gibney, l’investigatrice che ha già avuto esperienze ai confini della realtà con Mr Mercedes e con l’Outsider, osserva la scena del crimine e si rende conto che qualcosa non va, che il primo inviato sul luogo della strage ha qualcosa di sbagliato. Inizia così “Se scorre il sangue”, sequel indipendente di “The Outsider”, protagonista la formidabile Holly nel suo primo caso da solista. Ma il lungo racconto dedicato alla detective preferita di King (come scrive lui stesso nella sua nota finale) è solo uno dei quattro che compongono la raccolta. Da “Il telefono del signor Harrigan”, dove vita e tecnologia si intrecciano in modo inusuale, a “La vita di Chuck”, ispirato a un cartellone pubblicitario, fino a “Ratto” – che gioca con la natura stessa del talento di uno scrittore – le storie di questa raccolta sono fuori dagli schemi, a volte sentimentali, forse anche fuori dal tempo. In una parola, kinghiane.”

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