L’ALBA DI UNA LUNGA NOTTE di Alex Mai

L’ALBA DI UNA LUNGA NOTTE di Alex Mai

IL LUNGO RISVEGLIO

L’alba di una lunga notte è il primo volume (su cinque previsti) dell’Impero delle Ombre, la saga scritta da Alex Mai (nome d’arte di Alessandro Maiucchi) e ambientata a Roma nell’anno 2036.

In questo futuro distopico l’Italia è stata apparentemente pacificata sotto il dominio di un nuovo e oscuro Impero, che l’ha anche riportata all’apice dello scenario politico mondiale. Le arene sono riaperte, autorizzate dallo Stato, per offrire spettacoli mortali: ed è così che si tifa e si scommette sulla vita e la morte dei gladiatori che combattono nell’Anfiteatro Flavio. Un’arena che è una zona franca, dove chiunque può combattere, vincere e arricchirsi, oppure venire ammazzato.

Questo è il contesto in cui il protagonista, Valerio, si risveglia, senza memoria, all’interno del Policlinico Giulio Cesare. La sua storia si intreccia con quella di un fratello scomparso nel 2024 e con le indagini di un vecchio amico, l’agente Anselmo Pagani.

L'alba di una lunga notte_Libri Senza Gloria
L’alba di una lunga notte_Libri Senza Gloria

CONCLUSIONI

Se c’è una cosa che il crimine e il potere hanno in comune, è l’impalpabilità: mentre da una parte la città viene spartita dalle mafie internazionali, dall’altra c’è una rete di controllo che fa capo ai loschi incappucciati della Tela Nera, guidati dalla misteriosa Maschera.

Se vero che la Roma noir non può più fare a meno dell’immaginario imposto da Romanzo criminale, l’autore compie la scelta di mixarlo con le atmosfere iconiche di Blade Runner (citato esplicitamente nel testo): le case chiuse sono state riaperte e si chiamano Afrodite, mentre l’eutanasia è legalizzata e praticata in appositi centri Morfeo; viene trasmesso un talent show in cui i vincitori diventano le “vecchie” bande rock ma nella loro versione “aggiornata”, quindi i Kiss 2.0, i Led Zeppelin 2.0, e via dicendo; i cellulari si sono evoluti nei flexiphone, i televisori in Olo-tv. La velocità con cui la tecnologia ha fatto balzi in avanti, ma al contempo l’inamovibilità di certe altre dinamiche, fa pensare a una dimensione alternativa piuttosto che a un futuro prossimo.

I capitoli sono indicati con numeri progressivi romani (ovviamente), e all’interno di ciascuno si alternano i punti di vista di più di un personaggio. La trama si intreccia infatti in molte linee e molti volti, perciò l’autore sceglie una scrittura lineare per coinvolgere e arrivare ai colpi di scena che sciolgono i complotti. Una maggiore caratterizzazione dei personaggi, e descrizioni più dettagliate, avrebbero forse aiutato il lettore a empatizzare di più con i protagonisti e soprattutto a non sovrappore né i loro nomi né i loro vissuti che spesso finiscono per confondersi tra di loro.

L’alba di una lunga notte è un poliziesco visionario che non risparmia certo le scene crude, e che trova nel cinismo il suo ingrediente segreto.

Finito di leggere: lunedì 16 febbraio 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere L’alba di una lunga notte di Alex Mai, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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