LE LACRIME DELLA GIRAFFA di Alexander McCall Smith

LE LACRIME DELLA GIRAFFA di Alexander McCall Smith

LADIES’ DETECTIVE AGENCY N.1

Alexander McCall Smith è uno scrittore e giurista britannico di origini scozzesi, però nato è cresciuto in Africa. Sebbene sia un rinomato esperto di diritto applicato alla medicina e alla bioetica (insegna presso l’Università di Edimburgo) e ha fatto parte di comitati internazionali (è stato vicepresidente della commissione per la genetica della Gran Bretagna), il grande pubblico ha potuto apprezzarlo meglio quando ha lasciato i testi scientifici per fare un salto nella narrativa. Fra le sue molteplici serie letterarie, quasi tutte di stampo mystery, non possiamo non ricordare Le storie del 44 Scotland Street (si riferisce all’ingresso di un palazzo nel quale vivono diversi personaggi che incrociano le loro storie) e Il club dei filosofi dilettanti (incentrati sulla detective per caso Isabel Dalhousie), ma soprattutto quella di Ladies’ Detective Agency N.1.

Le lacrime della giraffa (2004) appartiene a questo ciclo, per la precisione è il secondo appuntamento con la serie dedicata a Precious Ranotswe: questa signora è una grassa e benevola bevitrice di tè rosso, ha alle spalle un marito violento e un padre saggio, ma soprattutto se ne va in giro per l’Africa del Sud su uno sgangherato furgoncino bianco a difendere i più deboli e a risolvere casi come uno sceriffo in gonnella. Infatti la signora Ranotswe ha aperto la Ladies’ Detective Agency N.1, la prima e unica agenzia investigativa del Botswana diretta da una donna.

LA MIA AFRICA

Ne Le lacrime della giraffa il caso della sparizione di un giovane americano impegnato nel progetto di una cooperativa agricola è il pretesto per riflettere su tutti quegli occidentali che vengono in Africa pieni di buoni propositi e dispensando buoni consigli agli indigeni, i quali cercano di convincere gli africani ad agire diversamente per il loro bene, senza rendersi conto che l’Africa ha soluzioni a sé stanti. Ne sono prova le molteplici comunità create da occidentali che presto sono fallite, dovendosi arrendere dall’ineluttabilità del continente neroLe speculazioni filosofiche di Precious su questo argomento, piuttosto che sulla morale e sulla giustizia, sono tipiche delle protagoniste femminili di McCall Smith. Colpiscono soprattutto per come riportano l’attenzione per questioni etiche sulle quali un occidentale non si soffermerebbe più di tanto. Invece la signora Ranotswe ama discuterne, in particolare con la signorina Makutsi

Le lacrime della giraffa_Libri Senza Gloria
Le lacrime della giraffa_Libri Senza Gloria

La sua segretaria è una brava (ma pettegola) impiegata che non sa cosa significhi la parola “confidenziale”. Una giovane donna riconoscente al cielo per il solo fatto di vivere in un posto a modo come il Botswana e non in Nigeria (paese verso il quale riserva parecchie stoccate). Uno dei personaggi meglio riusciti, la signorina Makutsi solerte interrompe i momenti di ozio per mettersi a battere a macchina quando vede un cliente entrare in agenzia. Nell’ufficio con due finestrelle e la porta cigolante, tiene la porta aperta quando non c’è movimento (cioè per la maggior parte del tempo) salvo poi cacciar via le galline che si introducono dentro dalla strada. Non è bella, per questo gli uomini non la assumono e per questo ha trovato lavoro presso la signora Ranotswe, che per di più le ha offerto il lavoro dei suoi sogni. Infatti la signorina Makutsi è così in gamba che in questa puntata finisce per venire promossa assistente detective e addirittura per risolvere il suo primo caso (una “classica” questione di corna). A proposito, sapete che se dovete rivolgervi a persone sedute in veranda, o comunque dentro una casa senza porta, bisogna simulare a voce il suono di bussare con le nocche (“ko ko“)?

Rimarrà deluso il lettore che si aspetta che la dinamica investigativa, come consuetudine del genere, abbia il sopravvento sul contesto sociale in cui prende piede. Invece sono altre le cose importanti de Le lacrime della giraffa, come ad esempio seguire l’evoluzione psicologica orizzontale dei suoi personaggi. Quando non è impegnata a leggere il manuale di Clovis Andersen (che cita a ogni occasione buona) o a risolvere casi, la signora Ranotswe accetta la (seconda) proposta di matrimonio del signor JLB Matekoni, suo meccanico. Il signor JLB Matekoni  vive in una grande casa di Gaborone accudita da una bisbetica donna di servizio, la quale ovviamente non manda giù la notizia del fidanzamento. La signora Ranotswe non può più avere bambini (dopo aver perduto il primo figlio) e così il buon cuore del signor JLB Matekoni prende l’iniziativa di adottare due orfani dalla fattoria (fratello e sorella, di cui questa è sulla sedia a rotelle) cui presta servizio gratuitamente e dove è ben volutoI bambini sono Basarwa, considerati una tribù di ladri, e quindi non ben visti dai rispettabili Batswana. Questi conflitti interni sono trattati con quella leggerezza e ironica che dipingono un’Africa tanto insolita quanto autentica: ampi e aridi territori ma anche piccoli uffici gremiti, popolati da etnie diverse, ma dove tutto (ineluttabilmente) sembra destinato a venire divorato dalle formiche…

CONCLUSIONI

Come detto il giallo, o i galli, al centro del romanzo, acquisiscono ben poca importanza nel contesto di una trama che è più interessata a farci respirare i colori inediti della comunità africana. La suspense è ai minimi storici, anche per via di una divisione fin troppo netta fra buoni e cattivi (i primi sono empatici, i secondi subdoli), ma dopotutto rimane un romanzo scorrevole e soprattutto piacevoleAgrodolce è il termine più indicato per descrivere Le lacrime della giraffa, e con esso va riconosciuto all’autore l’incredibile merito di fare entrare l’Africa, con la lentezza che si conviene agli scenari afosi, nel tuo cuore.

Finito di leggere: sabato 13 novembre 2021.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Le lacrime della giraffa di Alexander McCall Smith, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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