L’INTRUSO di Salvo Toscano

L’INTRUSO di Salvo Toscano

MADRE DELLA MISERICORDIA

Fabrizio Corsaro è sempre più affezionato a Nico, il bambino conosciuto nel precedente romanzo, e che decide di adottare per salvarlo dai servizi sociali, una sorta di equivalente del ladro di merendine camilleriano (sperando che in futuro non gli tocchi lo stesso destino). Nel frattempo Fabrizio indaga per conto del suo giornale sull’identità di un cadavere irriconoscibile, in parte carbonizzato, che è stato ritrovato nell’entroterra siciliana, più precisamente nella (fittizia) Montagnagrande.

La pista sembra risalire sino alla isolata comunità religiosa che si è insediata sull’isola, Madre della Misericordia, guidata da tal padre Mario, popolata da un gruppo assortito di ex galeotti, e dove è finito per ragioni professionali pure l’avvocato Roberto Corsaro, il fratello di Fabrizio, che con padre Mario condivideva il mentore spirituale, un comune insegnante del liceo.

L'intruso_Libri Senza Gloria
L’intruso_Libri Senza Gloria

Come dirà il buon padre Mario, “l’intruso” nella comunità non era l’uomo violento che avevano ospitato e che è stato brutalmente assassinato, no, quello semmai era un povero diavolo, perché il vero intruso è sempre e solo il solo e unico diavolo.

CASO NUMERO NOVE

Semifinalista al Premio Scerbanenco, finalista al Premio Zocca Giovani e vincitore del Premio Telamone, non è la prima volta che qui parliamo del giornalista e scrittore Salvo Toscano (leggi QUI la recensione di Joe Petrosino. Il mistero del cadavere nel barile) di cui L’intruso (2022, Newton Compton Editori) segna la nona incursione nel filone narrativo dei fratelli Corsaro (leggi QUI la recensione del sesto libro della serie, L’uomo sbagliato, QUI del settimo dal titolo La tana del serial killer, e QUI quella dell’ottavo, Memorie di un delitto).

Salvo Toscano

Salvo Toscano, giornalista di razza, ha sempre un occhio rivolto all’attualità. Nel precedente romanzo eravamo rimasti colpiti da come avesse calato con naturalezza l’indagine in un contesto pandemico che ormai conosciamo benissimo; con questa storia fa lo stesso ma spinge ancora di più i legami con i giorni nostri quando Roberto Corsaro, dopo un confronto con la figlia adolescente nel momento più ribelle della sua vita, scopre e approfondisce il fenomeno del politically correct. Questo devono fare i gialli che si rispettino, raccontare i nostri tempi e allo stesso modo essere universali.

CONCLUSIONI

Quella mostrata nelle disavventure dei Corsaro è una Sicilia non predominante, artefice di una lingua che solo Salvo Toscano riesce a rendere così divertente nelle sue iperboliche didascalie.

Palermo

Rispetto agli altri gialli italiani, in questi romanzi emerge una Palermo più vicina al vero, dove anche le interazioni più amichevoli non sono esenti da un tocco di aggressività endemica, cosa tanto più evidente non solo negli scambi camerateschi con i collaboratori ora di Fabrizio ora di Roberto, ma soprattutto nel rapporto di fiducia disillusa che si è innescato fra i due fratelli che, pur non ammettendolo e agendo come bastian contrari, trovano sempre la migliore espressione di se nell’unione con l’altro. Perché sempre l’ostilità è un’arma difensiva messa da parte la quale davvero si possono fare grandi cose, soprattutto quando si tratta di individuare e scacciare l’intruso!

Finito di leggere: domenica 10 luglio 20221.

Nel salutarvi, vi invito a leggere L’intruso di Salvo Toscano, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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