MALASTAGIONE di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

MALASTAGIONE di Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

POIANA

Francesco Guccini è il cantautore mito di più d’una generazione, grazie alle sue canzoni è conosciuto come uno degli scrittori più originali della scena letteraria italiana ma, per quanto riguarda la letteratura strettamente detta, ha esordito nel 1989. Loriano Macchiavelli è il prolifico scrittore bolognese creatore (fra gli altri) del poliziotto Sarti Antonio. Guccini e Macchiavelli insieme imbastiscono un noir intrigante ambientato nei boschi dell’Appennino tosco-emiliano. In particolare nel bosco di castagni che domina il minuscolo paese di Casedisopra, bosco nel quale viene “intercettato” un cinghiale che se ne va a spasso con un piede umano fra le zanne. Un caso per Marco Gherardini detto Poiana, giovane ispettore della Forestale, che si ritrova a indagare sui delitti che offuscano la quiete di questa terra scura.

Il piede è stato ritrovato dal vecchio cacciatore di frodo Adùmas (suo padre era appassionato delle avventure di D’Artagnan, e non sapendo quale nome dei moschettieri scegliere per il figliolo, gli mise quello dell’autore: A. Dumas, ignorando il puntino), il quale figura insieme ad altri nel divertente indice introduttivo intitolato “Personaggi e comparse in ordine di apparizione sulla scena dei crimini“. Una comoda guida per non perdersi nella moltitudine di personaggi: gli agenti della forestale, i notabili del luogo (compreso Badilone, l’impresario edile della montagna, sempre accompagnato dal capocantiere e i muratori del Sud), il maresciallo dei carabinieri (fra lui e il Poiana non scorre buon sangue, tanto più che il maresciallo sottovaluta la vicenda e non ha intenzione di muovere un dito) e poi Francesca Bordini, studentessa figlia di uno dei rinomati dottori del paese, che vuole bloccare la vendita della casa del defunto e affezionato nonno finita in mano all’agenzia immobiliare Sull’Appennino (le relazioni e gli affari del paese avranno un ruolo cruciale).

Malastagione_Libri Senza Gloria
Malastagione_Libri Senza Gloria

CASEDISOPRA

Finalmente un’ambientazione originale per i noir nostrani (un ensemble di ruvidi montanari e giovani locali, lavoratori a cottimo ed extracomunitari, distanti dai soliti “centri del potere” degli agglomerati urbani) e un investigatore diverso dai classici poliziotti disordinati o avvocati esistenzialisti del Belpaese: il giovane (28 anni) ispettore Poiana è ironico e sensibile, ama il suo lavoro, la semplicità della vita (un leitmotiv delle storie rurali all’italiana), tenace ai limiti della cocciutaggine, senza peli sulla lingua, spesso avventato, e che ha appreso la lezione camilleriana di chiudere un occhio di fronte a chi disubbidisce alla legge se “per una buona causa. Difatti i forestali possono essere cattivi oltre che onesti e i bracconieri possono anche essere “etici” in un mare di malvagità.

Nota: Poiana è anche lettore di una serie di gialli ambientati a Bologna, ovviamente si tratta di un’autocitazione in quanto ci si riferisce ai casi dell’ispettore Antonio Sarti, il più longevo e fortunato fra i personaggi scritti da Macchiavelli.

CONCLUSIONI

E come in uno dei migliori romanzi su Montalbano, anche in Malastagione (2011) si affronta un tema scottante e attuale come quello della speculazione edilizia perpetrata da intriganti avidi e corrotti che non si fanno scrupoli di fronte al patrimonio culturale/naturalistico, nemmeno quando il perseguire i propri interessi significa uccidere a sangue freddo e pilotare incendi.

Non è la prima incursione di Guccini nel noir: lui e Macchiavelli avevano già creato il personaggio del maresciallo Benedetto Santovito (in cinque libri), diventato un investigatore di punta del giallo italiano. Inoltre il Poiana tornerà per altri due casi: La pioggia fa sul serio (2014) e Tempo da Elfi (2017). Se Macchiavelli contribuisce ai toni del genere, a Guccini si deve soprattutto la distintiva peculiarità narrativa che, come in musica, anche in narrativa funziona alla grande.

La lettura infatti è scorrevole, anche quando si concede in corsivo alcune forme dialettali, queste non sono mai ingombranti. Particolareggiate e insieme sobrie, le pagine riescono a farci vedere la natura in cui è immersa la trama, a farci sentire i tipici profumi tosco-emiliani. Forse la costruzione dell’interesse amoroso, ben architettata lungo tutto il romanzo, si perde un tantino nella risoluzione, e forse certi colpi di scena possono risultare forzati in termini di sospensione dell’incredulità.

Non si può avere niente di più distante dai gialli nordici, ma dopo aver letto Malastagione sentirete la necessità di tornare a indagare i misteri e il folklore dell’Appennino insieme all’ispettore Poiana.

Finito di leggere: venerdì 10 giugno 2022.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Malastagione di Francesco Guccini e Lorenzo Macchiavelli, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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