MASCHERA BIANCA di Edgar Wallace
Prima corrispondente di guerra, poi giornalista sportivo e infine cronista di nera, Edgar Wallace fu uno degli scrittori più fecondi di libri polizieschi. Di lui abbiamo già letto l’intreccio londinese de Il cerchio rosso (leggi QUI la recensione) e la sua versione degli Anni Ruggenti ne La legge della foresta (leggi QUI la recensione).
Nell’introduzione dello scrittore, critico e poeta britannico Julian Symons si fa notare che Wallace non solo era molto veloce a scrivere, ma anche non rileggeva mai i suoi scritti, così da non curarsi di ogni singolo dettaglio della trama o delle ferrea logica delle sue argomentazioni.

Non fa eccezione Maschera Bianca (1930), pubblicato due anni prima della morte del suo autore. Si seguono le vicende di un ladro con la maschera bianca, legato a un omicidio avvenuto a Tidal Basin, un quartiere popolare di Londra: uno sconosciuto è stato trovato a terra pugnalato al petto. A indagare ci sono due poliziotti agli antipodi, il quieto e monolitico ispettore Mason insieme al sottile sergente Erik, già apparso in altri romanzi (come Il mago, Il grande Stefano e La taverna sul Tamigi). Altro protagonista che transita sulla scena del crimine, ma entra in scena molto in ritardo, è il dottor Marford.
Il sensazionale sfida la sospensione dell’incredulità, tanto che l’intreccio ha qualche inciampo. Comunque la scrittura brillante di Wallace, non scevra di umorismo, riesce a depistare il lettore, almeno fino alla sorpresa finale.
Finito di leggere: domenica 5 aprile 2026.
Nel salutarvi vi invito a leggere Maschera bianca di Edgaw Wallace, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.