NESSUNO di Gianni La Corte

NESSUNO di Gianni La Corte

In un panorama colmo di noir o presunti tali, Nessuno (2026) è un thriller degno di questo nome. L’autore è Gianni La Corte, torinese come il suo protagonista, scrittore di romanzi, ghostwriter, libraio e insegnante, nonché fondatore de La Corte Editore.

UNO

Nel 1999 un ragazzo scompare tra le ombre dei boschi di Tredenti. Di lui resta solo una scarpa sporca di sangue.

Venticinque anni dopo, nel 2024, uno degli amici del ragazzo scomparso è ora un giornalista investigativo. Si chiama Martino Falconi (cognome forse scelto in omaggio al famoso magistrato), e ha appena visto assolvere i Montanari, la famiglia mafiosa che lo ha minacciato di morte e per colpa dei quali oggi vive sotto scorta. Così Martino è sempre seguito a vista da Antonio e Salvatore, i suoi “angeli custodi”, che vada a casa o che si rechi alla redazione di Metropolis, il giornale di denuncia da lui fondato (altro dettaglio che accomuna il protagonista al suo autore, anche lui editore).

Nessuno_Libri Senza Gloria
Nessuno_Libri Senza Gloria

A Metropolis, testata che si chiama come la città immaginaria in cui vive il “giornalista” Clark Kent alias di Superman, lavorano tra gli altri Alessandra, l’assistente storica, Sofia, l’addetta all’ufficio stampa e ai social, e Tommaso, l’operatore video. Di rado invece Martino va a fare visita alla casa di riposo dove vive sua mamma, ormai anziana, che soffre di prosopagnosia, il disturbo neurocognitivo di cui parla Oliver Sacks in L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello (leggi QUI la recensione), stesso autore del libro autobiografico da cui venne tratto il bellissimo Risvegli nel quale abbiamo visto Robert De Niro (nominato all’Oscar come miglior attore protagonista) e Robin Williams duettare in una gara di bravura.

NESSUNO

Un’altra sfumatura della vita di Martino Falconi è rappresentata dalla presenza della sua psicanalista, Eleonora Giglio. Seduta dopo seduta, Martino inizia a provare qualcosa di più nei suoi confronti mentre le racconta gli eventi di quel famigerato ‘99. Una data che Martino ha tatuato sul proprio corpo insieme ad altre, come fosse una “personale” mappa del tempo e che non può non ricordarci gli indizi tatuati sul corpo del protagonista di Memento.

Memento Christopher Nolan
Memento (2000) di Christopher Nolan

Nel corso delle sedute Martino rievoca (tramiti capitoli appositamente scritti in soggettiva) quei lontani momenti con gli inseparabili amici Samuel Cena e Giovanni Corsino, e con la prima fidanzata, figlia del sindaco locale, Zoe Berti. Insieme, i quattro sedicenni erano impegnati nel difendere dall’intolleranza del loro paesino di provincia l’apertura di un centro accoglienza, il Nelson Mandela, che avrebbe dovuto ospitare una famiglia africana.

Sebbene Martino cerchi di dimenticare quell’ultima estate dell’innocenza macchiata da sangue e violenza, qualcuno è deciso a riaprire le vecchie ferite. Si chiama Nessuno, e del resto il suo volto è celato dietro una maschera nera, proprio in omaggio al titolo pirandelliano “Uno, nessuno e centomila“. Perché il Nessuno in questione è giunto per trasformarsi nello specchio deformato di tutti i cittadini della nostra era digitale. Egli è difatti un manipolatore che usa l’intelligenza artificiale e gli strumenti del deepfake per inscenare sul web delle macabre scene di “giustizia” laddove il tribunale reale sembra fallire, ad esempio quando la cosiddetta Legge restituisce la libertà ai mafiosi Montanari.

CENTOMILA

L’opinione pubblica si accende e incendia la rete.

A indagare su questo criminale senza pietà che vuole sostituirsi alla giustizia ordinaria è il primo commissario nero della questura di Torino. Si chiama Sunday Taiwo, diviso tra i problemi familiari e una carriera sotto esame: da una parte la moglie Rachida che non vuole più vederlo per avere arrestato il cognato, e il dramma di un figlio affetto da una cardiopatia congenita e in attesa di trapianto; dall’altra deve costantemente dimostrare il suo valore di fronte all’indisponente sergente Caporusso o al ruvido vicequestore Rolfo, tanto ben versato sulle psicologie dei serial killer, ma dove fa anche la conoscenza dall’ispettrice Sara Colli, una donna si porta dietro la sfiducia dei suoi colleghi per avere denunciato in passato qualche mela marcia in caserma.

Quando ogni tassello del caso sembra riportare a quel maledetto 1999, la polizia è costretta a coinvolgere Martino, anche lui ora diviso tra il gruppo di amici del passato e l’ombra digitale del presente.

CONCLUSIONI

Nonostante la voluminosità Nessuno è diviso in tante Parti, a loro volta spezzettate in capitoli brevissimi che agevolano la velocità di lettura. Perdipiù la gestione dei colpi di scena è tale che quando finisci un capitolo vuoi già correre al prossimo. Ogni Parte alterna i due diversi segmenti temporali (1999 e 2024) mentre l’intestazione di ogni capitolo riporta località e data esatta di ambientazione. Una suddivisione temporale precisa, che però si dirada man mano che le due linee narrative si uniscono in una sola e il ritmo cresce in una sola direzione.

Il ventaglio dei personaggi è davvero ampio, ma tutti sfuggono agli stereotipi per trovare una propria connotazione. Secondo la menzionata teoria di Karl Jaspers, ciascuno di loro declina una diversa concezione filosofica del senso di colpa. Ma questa è solo una delle tante fondamentali riflessioni portate avanti dal romanzo. Un’altra riguarda ovviamente il ruolo dell’intelligenza artificiale nella nostra società, dove è sempre più difficile distinguere il vero dalle fake news. Tematica che si lega a doppio filo in primis alla manipolazione delle masse, poi al concetto di giustizia che il populismo vuole fare proprio, e in tal senso si rimanda anche alla critica all’elettorato trumpiano nel sanguinoso finale di Halloween Kills.

Non mancano neppure le strizzatine d’occhio alla cultura popolare degli anni ’90, per esempio la fittizia Tredenti appare ai nostri occhi come novella Derry, il paesino dei Perdenti, il gruppo di ragazzini che diede del filo da torcere a Pennywise in quel capolavoro di IT. E c’è molto altro del Maestro del Brivido, a cominciare dal ricordo di un’estate indimenticabile, come quella vissuta dallo spettatore nel film Stand by Me diretto dal compianto Rob Reiner e tratto dal racconto Il corpo di Stephen King.

Una storia di “genere” che sa però parlare dei nostri tempi, guardando alle verità sepolte del passato e riflettendo sulle falsità proclamate del futuro. Nessuno riesce in tutto ciò grazie a uno stile di scrittura lineare, che alza la tensione fra una riga e l’altra, arrivando a gestire una suspense di stampo cinematografico. Tanto che, girata l’ultima pagina, non ti sembra possibile e vorresti comunque andare avanti.

Finito di leggere: domenica 27 settembre 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere Nessuno di Gianni La Corte, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *