RAGAZZE ELETTRICHE di Naomi Alderman

RAGAZZE ELETTRICHE di Naomi Alderman

CLASSICO DEL FUTURO

Ragazze elettriche è il libro che Barack Obama ha inserito al primo posto fra i migliori libri letti nel 2017. Nello stesso anno Ragazze elettriche vince il Baileys Women’s Prize dove è stato definito “un classico del futuro” mentre l’autrice Naomi Alderman (collaboratrice con The Guardian) è stata selezionata dalla rivista Granta tra i migliori giovani scrittori inglesi. Il romanzo è stato pubblicato nel 2016 dalla britannica Viking e in Italia da Nottetempo con la traduzione di Silvia Bre.

IL POTERE

D’un tratto le ragazze riescono a sprigionare energia elettrica. Le ragazze passano il potere alle più anziane. In breve negli organismi di tutte le donne, nessuna esclusa, si risvegliano quelle cellule dimenticate dall’evoluzione. Le società si interrogano su come comportarsi, gli israeliani sono i primi a coinvolgerle nel Mossad… C’è chi pensa sia una fase momentanea, c’è chi vorrebbe rinchiuderle, presto però la situazione si ribalta e saranno gli uomini a venire sempre più maltrattati e privati di ogni dignità.

MONSTRUM

Non una sola bambina nascerà più senza la prodigiosa “matassa” (una fascia di muscoli striati attorno alla clavicola, forse c’è sempre stata forse no). Se secondo alcuni teorici questa mutazione conferma la teoria secondo la quale deriviamo da scimmie acquatiche (il legame è con le anguille elettriche), sta di fatto che in questomondo distopicola specie femminile, un tempo soppressa, ha preso il sopravvento e forse l’uomo andrà incontro all’estinzione. L’auspicata rivincita delle donne porterà alla vendetta, alla dominazione e a un malaugurato regime che reprime l’uomo e lo riduce all’impotenza. Il rapporto di genere è in maniera geniale discriminato dal baricentro del potere: bastano dieci anni soltanto (l’arco temporale del racconto) perché si materializzi il nuovo ordine mondiale.

PUNTI DI VISTA

La rivoluzione è mondiale ma a noi viene raccontata con l’alternarsi di soli quattro punti di vista. Ogni capitolo è dedicato (e intitolato) a un diverso personaggio (ciascuno di diversa estrazione sociale), un po’ nello stile di George R.R. Martin. Chi sono?

Il trono di spade
Il trono di spade

La prima è Roxy Monke, una badass quattordicenne figlia di un gangster londinese che sa come sfruttare le scariche elettriche: contro molestatori, scagnozzi e persino in versioni aggiornate del Fight Club dove ragazzine vengono portate per darsele di santa ragione.
Il secondo, unico caso maschile, è Tunde: inizia filmando e caricando online i primi casi di “ragazze elettriche“, viene contattato e pagato grandi somme per viaggiare in giro per il mondo e riprendere sempre di più. Ovviamente il caso cresce di grandezza e anche la portata degli eventi ai quali Tunde si trova a partecipare come giornalista freelance: in Nigeria, a Delhi, in Arabia Saudita
La terza è Margot Cleary, sindaca che in quel del Nordamerica il governatore obbliga a sottoporsi al test dei poteri per decidere se estrometterla da incarichi politici o meno. Ha una figlia, Jocelyn, alla quale chiede di nascondere il potere esattamente come fa lei, troppo addentro nei sistemi politici e mediatici del vecchio mondo.
L’ultima è Allie: abusata sessualmente dai genitori adottivi a Jacksonville, ospitata in un convento di suore dove la scambiano per divinità incarnata. Si nasconde dietro il nome di Madre Eve (come la prima donna), la venerano quale Dio Madre (la religione che ci hanno tramandato è sbagliata, non era il Dio Padre) e crea file di accoliti.

Fight Club (1999) di David Fincher
Fight Club (1999) di David Fincher

NWO

Il simbolo del messia riprende la mano di Fatima e ci piazza sul palmo un bell’Occhio Onniveggente: simbolo in parte ripreso dalla copertina del romanzo. Nella Bessapara Allie alias Madre Eve fonderà la Repubblica (armata) delle donne. Madre Eve ascende al potere e resiste alla polizia, si nasconde in Moldavia, e il suo braccio armato finisce per essere proprio Roxy. Tutto fila liscio almeno fin quando, su fronti diversi, anche Margot e Tunde si metteranno di mezzo. Il concetto “donna che diventa sinonimo di uomo” viene perfettamente incarnato dalla sua alleata: la despota di un paese dell’Europa dell’Est che fa fuori il temibile marito solo per prenderne il ruolo e mostrarsi altrettanto spietata.

NUMI

Naomi Alderman si rifà alla fantascienza femminista di Margaret Atwood che è stata sua mentore nel programma Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative 2012-2013. Le due scrittrici, tra l’altro, hanno scritto insieme il racconto The Happy Zombie Family Sunrise per la comunità on line Wattpad ma anche sceneggiature di videogiochi.

CORNICE

Da Il racconto dell’ancella (leggi QUI la recensione) la Alderman riprende la cornice metaletteraria del prologo e dell’epilogo dove si spiega che i fatti narrati si svolgono millenni prima e ormai il futuro è talmente trasfigurato da avere perduto memoria di cosa ci sia stato prima ancora. Nel mondo nuovo le società patriarcali sono pacifiche perché gli uomini maggiormente portati agli aspetti domestici mentre le donne si sono da sempre occupate della guerra… Come per il finale delle ancelle, anche qui abbiamo una chiusa molto molto meta.

Il racconto dell'ancella
Il racconto dell’ancella

L’autore del libro che leggiamo è l’aspirante scrittore maschio (quindi senza molte possibilità) Neil Adam Arion (che oltre a richiamare il primo uomo è anche anagramma del nome della scrittrice) il quale invia il manoscritto in valutazione alla famosa scrittrice Naomi Alderman (proprio lei) e… qui non sveliamo il colpo di scena.

SERIE TV

La scrittura serrata, dai molteplici registri con i salti temporali (spesso frettolosi) e i collegamenti archeologici, mostra quel taglio cinematografico o televisivo (si pensi all’efferatezza di certe scene e descrizioni) che gli inscrive il futuro fra le righe.

Difatti, come il romanzo della Atwood per HULU, anche l’apocalitticoRagazze elettriche diventerà presto una serie televisiva per Amazon (leggi QUI la news).

L’OMBRA DI KING

Carrie
Carrie

Nonostante il modello dichiarato sia quindi una grande scrittrice femminista, in realtà la scrittura della Alderman ricalca troppo da vicino quella di Stephen King. Per esempio, dai riferimenti alla vita quotidiana alle classiche “voci nella testa” che tormentano i villain, per non parlare dei “ritagli web” che compongono intere sequenze un po’ nello stile di composizione documentaristica adoperata per Carrie. Nel mondo del Re del Terrore, Roxy sarebbe uno dei tipici personaggi frustati il cui nuovo potere trasforma in pazzi sanguinari, mentre Allie sarebbe la giovane in fuga che impara ad essere forte (leggi QUI la recensione di Rose Madder).

CONCLUSIONI

Il signore delle mosche (1963) di Peter Brook
Il signore delle mosche (1963) di Peter Brook

Nonostante le poche sottigliezze nello sviluppo della trama, senz’altro va dato merito alla scelta coraggiosa dell’autrice: la lotta per la parità dei sessi viene sbilanciata da una mutazione genetica e vinta da una teocrazia. In pratica se le premesse erano femministe, senza ironia e senza romanticismo il thriller si risolve in una tirannia femminile dove le donne si comportano come e peggio degli uomini: li torturano, stuprano e i maschi non riescono nemmeno a reggerne lo sguardo. Un assurdo futuro estremismo che è lo specchio negativo dell’attualissimo #metoo. Non un capolavoro, ma un romanzo di formazione dagli esiti devastanti in stile Il signore delle mosche.

Nel salutarvi, vi invito a leggere Ragazze elettriche di Naomi Alderman, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

Finito di leggere: mercoledì 6 marzo 2019.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ciao!

Questo sito web, come tutti gli altri, utilizza cookie. Se vuoi vedere quali sono i cookie che utilizza puoi leggere la pagina policy privacy. Se vuoi disabilitare i cookie, lo puoi fare direttamente dal browser che utilizzi per navigare seguendo le istruzioni che trovi qui