STORIE CHE NON VORRESTE LEGGERE di Mauro Camarda

STORIE CHE NON VORRESTE LEGGERE di Mauro Camarda

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Le Storie che non vorreste leggere sono a cura di Mauro Camarda, classe 1988, laureatosi in musicologia, appassionato di opera lirica e hip hop italiano, meglio noto ai più con il profilo @blu.mc le cui frasi poetiche furoreggiano presso il popolo di Instagram. Le storie del titolo compongono una raccolta di racconti, dal titolo invero respingente, edita in parte da Bookabook e in parte dai lettori che hanno pre-acquistato il libro: infatti Bookabook si è occupata di editing, revisione e progetto grafico, ma stampa e distribuzione sono state possibili grazie al contributo dei numerosi lettori e follower di Camarda, che già difatti ne apprezzano lo stile di scrittura sui social.

CORNICE

A fare da cornice ai tanti racconti sono gli intermezzi del narratore colto nell’arco di un’intera giornata mentre pensa alle storie da proporre alla sua casa editrice. Un Lui, la cui voce interiore è direzionata verso una Lei, unica forse in grado di intercettarla, che prende spunto dagli elementi che lo circondano per elaborare le Storie che non vorreste leggere.

Storie che non vorreste leggere_Libri Senza Gloria
Storie che non vorreste leggere_Libri Senza Gloria

A ben vedere, fra gli intermezzi precedenti e i relativi racconti ci sono più punti di contatto rispetto a quelli già palesati dalla narrazione, quasi a rappresentare un trasfer psicoanalitico dell’autore nella sua prosa. Le vicissitudini autoriali di Lui (Enrico), che sta con una Enrica, mentre è tampinato dalla sua ex Lei (Monica), diventano quindi a tutti gli effetti le vicissitudini letterarie dei vari personaggi che popolano i numerosi racconti.

STORIE

L’indefinita collocazione geografica (e toponomastica) aiuta l’immedesimazione del lettore. Dall’Umberto D in salsa pirandelliana di Oggi ammazzo qualcuno all’aneddoto fiabesco di Girasole, i racconti spaziano attraverso le tematiche più disparate. Esilarante è La caduta del discofilo, incubo di derivazione bukowskiana, paradossale è La settimana vegana, voyeuristico e ammiccante Il museo delle prove nel quale il museo in questione spettacolarizza le prove artistiche dei più grandi serial killer.

Che l’autore sia un’amante di lirica lo si vede dalle continue citazioni operistiche (Rigoletto, Falstaff, La Gioconda, Andrea Chénier, ecc), ma tale passione si fa sentire prepotente nel delicato Un palchetto per due, dove le vicissitudini sentimentali di una coppia si dipanano attraverso un’intera stagione a teatro (compresa pausa estiva).

Umberto D (1952) di Vittorio De Sica
Umberto D (1952) di Vittorio De Sica

I racconti sono di vario genere e offrono varia ispirazione, ne citiamo solo alcuni: Diciassettesimo senza ascensore (un viaggio condominiale ai limiti dell’assurdo), Via quella col cancello rosso (racconto di cattivo vicinato), Tre storie di una villa maledetta (tre sfumature di orrore)… finché l’autore non incontra un amico che chiama fratello, gli racconta delle sue difficoltà autoriali e gli mostra tre soggetti (Michele Mai, Mike Metropoli e Serata tra uomini). Il fratello lo convince che sono proprio queste le storie che nessuno vorrebbe leggere e che perciò lui dovrebbe pubblicare: storie che l’autore ha sempre avuto con sé. Per l’occasione l’amico-fratello gli fa dono di un suo racconto (che nessuno vorrebbe leggere): Incomprensioni. Dall’epigrafe (così come più avanti in una poesia e nei ringraziamenti) apprendiamo che l’amico-fratello è Daniele Lupo, lo stesso Daniele Lupo che ha scritto il bellissimo Bonsai (QUI la recensione).

Leatherface della serie Non aprite quella porta
Leatherface della serie Non aprite quella porta

CONCLUSIONI

Alla risoluzione della cornice letteraria segue una interessante miscellanea: tre tautogrammi (che l’autore chiama “giochetti”) composti con le prime tre lettere dell’alfabeto (e per scelta stilistica ogni iniziale di parola del componimento comincia con lettera maiuscola); una summa delle ispirazioni; quindi le Poesie che vorreste leggere (in rigoroso ordine alfabetico).

L’utilizzo di onomatopee (ZZZZAAAT), i curiosi neologismi (marciapiedando) e i giochi di parole (cerimo-noioso) segnano lo stile di Camarda. Per quanto intrisa di aggettivi, avverbi, gerundi, in uno stile barocco alla Baricco (gioco di parole chiama gioco di parole), la scrittura ottima di Camarda non si perde però grazie a un sapiente uso dell’ironia e dell’assurdo, che in qualche modo lo avvicina allo stile di Stefano Benni.

L’appuntamento è alle prossime storie di Camarda, in libreria o in bacheca!

Finito di leggere: giovedì 3 settembre 2020.

Nel salutarvi, vi invito a leggre Storie che non vorreste leggere di Mauro Camarda, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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