VITE TRAVERSE di Giulia E. Bianchi
DUE DESTINI CHE SI INCROCIANO
Il romanzo d’esordio di Giulia Elisabetta Bianchi, Vite traverse, pubblicato da Gilgamesh Edizioni nella collana Anunnaki, riporta il sottotitolo “storia di una donna, di passioni, fragilità e vie di fuga“. In epigrafe una citazione de L’allodola Ottobrina (1977) di Bartolo Cattafi.
Inizia a Milano, fine anni Sessanta. Mentre le strade fuori sono percorse dalle prima manifestazioni studentesche, sui banchi di scuola Angela conosce Guido Bernini, un esuberante compagno di liceo, fantasioso e attratto dalla politica. Fra i due nasce l’amore, che avrà però vita breve.
Anni dopo l’Italia è ferita dal furore del terrorismo, Angela ha abbandonato il suo passato da pittrice d’Accademia con l’inseparabile amica Laura, e si è sposata con il pacifico Franz. Questi è proprietario di un piccolo albergo sulle prime colline liguri, e precisamente a San Cosimo alle Rive, che gestisce insieme all’autoritaria madre Margareth. Angela ormai è una giovane madre, quando alla sua porta si ripresenta l’appassionato contestatore Guido, stavolta fragile e braccato. Ed ecco che la passione mai sopita improvvisamente torna a galla…

CONCLUSIONI
La ricerca di sé e la fine dell’innocenza pongono il romanzo a metà strada tra il romanzo di formazione e la (auto?)biografia. Vite traverse mette al centro quegli amori adolescenziali che possono avere strascichi turbolenti e arrivano addirittura a scombussolare la stabilità raggiunta nella maturità. Così la protagonista è una donna forte che si ritrova divisa nel classico triangolo amoroso tra la certezza quotidiana e un po’ banale del marito amorevole in campagna e la passione avventurosa e molto irrequieta di un uomo ribelle venuto dalla città.
La vicenda attraversa circa un trentennio, dagli anni giovanili sino ai tempi delle Brigate Rosse, ed è volutamente poco contestualizzata sia nel periodo storico sia nell’ambientazione ligure. La scrittura risulta scorrevole, grazie anche ad alcuni personaggi prototipo, mancando difatti però di quel graffio tra le righe.
D’altra parte questo limpido lirismo, che antepone le questioni di cuore alla memoria, all’impegno politico e a tutto il resto, potrebbe proprio essere la cifra stilistica dell’autrice e quella che rende piacevole la lettura dall’inizio alla fine.
Finito di leggere: mercoledì 6 maggio 2026.
Nel salutarvi vi invito a leggere Vite traverse di Giulia E. Bianchi, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.