MATTATOIO N.5 di Kurt Vonnegut

MATTATOIO N.5 di Kurt Vonnegut

LA FRECCIA DEL TEMPO

In una celebre puntata della serie animata per adulti BoJack Horseman, intitolata “La freccia del tempo” e presente nella quarta stagione dello show, seguiamo Beatrice, la madre del protagonista, ormai affetta da demenza senile, attraversare tutti i ricordi della sua vita secondo una narrazione non lineare. Allo spettatore veniva quindi chiesto di mettersi nei panni del personaggio. Allo stesso modo, Mattatoio n.5 chiede ai suoi lettori di mettersi nei panni degli alieni Tralfamadoriani, e di osservare la biografia dell’umano Billy Pilgrim dal loro punto di vista: ovvero attraverso lo spazio e il tempo saltando tra sequenze distanti eppure tutte compresenti e immutabili.

Ne paghiamo in fatto di partecipazione emotiva di fronte agli orrori della guerra, ma evidentemente l’interesse maggiore del libro non è di far compassione ma di stimolare una riflessione urgente: non vuole renderci soggettivi dunque, ma ci chiede di adottare la posizione di studiosi. Perché il libro in questione è il manifesto per antonomasia del pacifismo moderno contro la guerra e contro ogni genere di violenza.

Definito dal New York Times “il romanziere della controcultura“, Kurt Vonnegut è stato uno dei grandi maestri delle lettere americane moderne ispirando un’intera generazione. Di lui abbiamo letto Ghiaccio-nove (leggi QUI la recensione), Barbablù (leggi QUI la recensione) e Il grande tiratore (leggi QUI la recensione). Mattatoio n.5 fu dato alle stampe nel 1969 per lanciare il suo messaggio anti-militarista in piena Guerra del Vietnam, subito vincendo i due maggiori riconoscimenti della letteratura fantascientifica: il Premio Nebula lo stesso anno di pubblicazione e il Premio Hugo quello successivo.

Mattatoio n.5_Libri Senza Gloria
Mattatoio n.5_Libri Senza Gloria

LA CROCIATA DEI BAMBINI

Vonnegut, da fante americano, fu fatto prigioniero in Germania durante la Seconda Guerra Mondiale, e tenuto rinchiuso nei sotterranei di un ex macello di Dresda, “la Firenze dell’Elba“, mentre la città e i suoi abitanti andavano a fuoco nel febbraio del ’45. Allo stesso modo il protagonista del romanzo, il tedesco-americano di quarta generazione Billy Pilgrim, è un esploratore in fanteria Hors de Combat che finisce prima prigioniero di guerra, poi nascosto nel mattatoio n.5 senza sapere come ci è arrivato e quando è successo, mentre gli Alleati bombardano Dresda così definendo “il più grande massacro della storia europea“.

Fu senz’altro uno degli episodi più distruttivi della Seconda Guerra Mondiale, ma Vonnegut fece l’errore di basarsi sui numeri delle perdite civili riportate in modo esagerato da David Irving, un autore vicino all’ideologia neonazista. Non per questo il bombardamento fu meno spietato, e i numeri reali delle vittime fatte in pochissimi giorni rimane impressionante.

Il sottotitolo del volume recita “La crociata dei bambini. Una danza obbligata con la morte” in relazione alla famigerata Crociata dei fanciulli del 1212, ma è anche un riferimento al libro stesso quando dice che gli uomini che decidono di far la guerra mandano dei “bambini” a morire al posto loro. Come ammette l’autore, non è questo un romanzo popolato da classici personaggi, ma perlopiù da anti-eroi, a partire dal suo protagonista: un sopravvissuto che racconta la sua storia.

CONCLUSIONI

Lo scrittore ammette nel frontespizio che questo romanzo è “un po’ nello stile telegrafico-schizofrenico delle storie di Tralfamadore“. Infatti, insieme al fumatore incallito Billy Pilgrim, veniamo incalzati senza soluzione di continuità dalle memorie di guerra che si alternano al momento in cui passando per la Scuola di Optometria dell’immaginaria cittadina di Ilium divenne oculista di successo, dalla sua vita agiata a Cape Cod al suo rapimento sui dischi volanti ad opera del pianeta Tralfamadore, dalla sua esistenza come anziano vedovo e poi di nuovo indietro per sequenze sparse. Billy è l’unico umano a conoscere la vera natura degli extraterrestri che lo hanno messo nudo in uno zoo accanto a un altro esemplare umano femminile, la grande diva Montana Wildhack.

Trasformato recentemente in una graphic novel autoconclusiva adattata da BOOM! Studios per l’etichetta Archaia, con testi di Ryan North, disegni di Albert Monteys e colori di Richard Zaplana, l’adattamento più celebre di Mattatoio n.5 è senz’altro l’omonimo film datato 1972 e diretto da Gregory Roy Hill (reduce della Seconda Guerra Mondiale proprio come Vonnegut). La pellicola vinse il Premio della giuria al Festival di Cannes, ed è maggiormente ricordata per l’eccezionale colonna sonora nella quale Glenn Gould esegue le musiche di Bach.

Romanzo coerentemente autobiografico, di guerra e di fantascienza, Mattatoio n.5 rimane il libro più importante di Kurt Vonnegut, per molti il suo capolavoro. Una riflessione ancora attuale, come lo è sempre l’assurdità della guerra.

Finito di leggere: sabato 24 ottobre 2026.

Nel salutarvi vi invito a leggere Mattatoio n.5 di Kurt Vonnegut, ultimo appuntamento della nostra rassegna, e a tornare su questa pagina per dirmi cosa ne pensate.

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